L’arte della seduzione in Gabriele d’Annunzio

Domani 11 giugno 2009, ore 16.30, presso la seicentesca Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma – Corso del Rinascimento 40, Roma – verrà presentato il volume L’arte della seduzione in Gabriele d’Annunzio di Paola Sorge ed. Carabba, 2009.
Intervengono: la direttrice dell’Archivio di Stato di Roma Anna Pia Bidolli, lo storico Lucio Villari, la letterata Maria Rosaria Olivieri e Luisa Montevecchi responsabile dei carteggi di personalità dell’Archivio Centrale dello Stato.

A distanza di oltre 70 anni dalla sua morte, Gabriele d’Annunzio è oggetto di un vasto numero di pubblicazioni e non solo in Italia. Perché un uomo piccolo, non bello, spesso indebitato ha suscitato e continua a suscitare tanto interesse? Questo è l’interrogativo che ha mosso Paola Sorge a scrivere L’arte della seduzione in Gabriele d’Annunzio.

Attraverso la forma dell’intervista, l’autrice, che da molti anni dedica la sua attenzione al poeta pescarese, mette in luce quegli aspetti della vita dannunziana che ne hanno fatto un personaggio straordinario, noto in tutto il mondo, osannato da schiere di donne.
Figura sempre sopra le righe, capace di muovere grandi passioni, ma anche forti antipatie, è visto da Paola Sorge con un filo di ironia che scaturisce dalla profonda conoscenza della vastissima corrispondenza di d’Annunzio, in buona parte conservata al Vittoriale, ma anche disseminata in molti archivi pubblici e privati.
Quella di scrivere era per il Vate una esigenza dominante con la quale fissare l’ispirazione poetica, i suoi pensieri, i sentimenti anche quelli meno edificanti, un modo per rappresentare la sua vita.
L’esistenza di d’Annunzio è stata caratterizzata dal lusso, dall’eleganza, dalla raffinatezza in tutto ciò che lo circondava e il Vittoriale ne è l’espressione maggiore.
Al centro dei suoi interessi sono le donne che corteggia, ama, riempie di doni, fa sentire speciali, preziosi oggetti dei suoi desideri. La cura che pone nel sedurle era identica sia che la prescelta appartenesse agli ambienti dell’aristocrazia o dell’arte che a quelli popolari. Queste schiere di donne, raffinate di proprio o rese eleganti e profumate dallo stesso d’Annunzio, si sentivano al centro di un mondo dove tutto, gli ambienti, i cibi, i vestiti esprimevano fascino e seduzione.
Le scelte dell’eroe di Fiume diventavano moda, punti di riferimento. L’immagine della donna eterea che traspare dalle pellicole cinematografiche del suo tempo altro non è che l’ideale femminile dannunziano.

Paola Sorge ci presenta un personaggio ricco di sfaccettature – scrittore, eroe, uomo politico capace di attrarre su di sé sempre grande attenzione a dispetto della vecchiaia e della salute compromessa – che rivive attraverso la lettura di brani scelti dal libro, sapientemente interpretati dagli attori Sabine Cerullo e Gaetano Lizio, con la regia di Loris Peota.

Paola Sorge, nata a Roma, da famiglia abruzzese, laureata in lettere moderne all’Università “Sapienza” di Roma, ha pubblicato vari volumi su Gabriele d’Annunzio tra cui Breviario mondano (Mondadori, 1994), Il caso Wagner (Laterza 1996), Sogno di una sera d’estate (Ianieri, 2004). E’ autrice di manuali di larga diffusione tra cui Dizionario delle parole difficili (Newton & Compton, 1994), I modi di dire della lingua italiana (Newton & Compton, 2002).
Dal 1990 collabora alle pagine della Cultura de “La Repubblica”.

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