Favorevole al ricorso a procedure di urgenza per le zone dell’Abruzzo

In data odierna, 09 giugno 2009, l’On. Antonio Razzi deputato dell’IDV – eletto nella Circoscrizione Estero–Europa, interviene alla XIV Commissione – Politiche dell’Unione europea – , in merito al D.L. governativo nr. 39/2009, (approvato – con modifiche – dal Senato) e consegna il medesimo intervento per iscritto anche alla .VIII Commissione Ambiente.
L’attento esame di tale decreto legge mi induce – commenta l’On.Razzi- ad una valutazione sostanzialmente positiva ed ottimistica delle intenzioni governative per le zone terremotate d’Abruzzo: anche se, confesso di nutrire, su qualche punto del D.L., alcune perplessità (e ciò limitatamente agli stanziamenti finanziari).
Il nostro compito, indipendentemente se deputati di opposizione o di maggioranza, deve essere – prosegue l’On.Razzi- come in questi casi – quello della massima e leale cooperazione , finalizzando la nostra attività al più immediato intervento per quelle popolazioni colpite dal terremoto, in modo tale che non si possa ripetere in Abruzzo, la scempiaggine dell’Irpinia, del Belice: regioni e zone nelle quali, dopo venti anni, trenta anni, ancora si ricostruisce.
L’On. Antonio Razzi esprime dunque parere favorevole sugli articoli del D.L. in esame, 1, 1bis, 9 e soprattutto per il 9 bis, in quanto quest’ultimo articolo, – introdotto al Senato – prevede l’individuazione di zone franche urbane,(motore dal grande impulso economico per una realtà sociale colpita duramente). Si evidenzia inoltre – a suo avviso -la necessità che questa commissione esprima un parere favorevole, di cui il governo non potrà non tenerne conto, a che l’art. 9bis del suddetto D.L., non si limiti alla previsione di “zone franche” ma comprenda, per le zone terremotate, l’estensione di quei grandi vantaggi e benefici contenuti “nell’obiettivo comunitario 1“.
Infine l’On.Razzi precisa di essere assolutamente favorevole al ricorso a procedure di urgenza nell’affidamento dei lavori in deroga a quanto previsto dalle norme comunitarie e dato che nel caso dell’Abruzzo, sussistono tutti i presupposti per appaltare in deroga, non comprende la ragione per la quale si tenda invece a seguire l’iter tradizionale degli appalti, estendendo la gara anche a livello europeo.
C’è bisogno di correre e di correre molto velocemente – conclude l’On. Antonio Razzi- : non possiamo permetterci soprattutto sbavature temporali (ed il ricorso alle procedure europee d’appalto significherebbe perdita di tanto tempo).

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