Italiani all’estero, dimenticati del tutto

Ho appena appreso dei risultati delle Elezioni Europee, che vedono per la prima volta la minore percentuale di partecipazione degli italiani all`estero .

Mesi di lavoro da parte dei gruppi politici e delle strutture amministrative, enormi sforzi anche da parte dei Comites per sensibilizzare i connazionali all`estero sull`importanza delle votazioni sono stati vani.

Inutile prendersela con le persone rimaste a casa: l’Amministrazione, le associazioni, i partiti, i Comites, il Cgie si devono chiedere ora il perchè non si riesce più a sensibilizzare al riguardo la popolazione.
Noi, quali rappresentanti degli italiani all`estero, siamo a contatto con la base e sappiamo cosa pensano i nostri connazionali:
– pensano che la politica negli ultimi tempi si è sempre più distanziata dalle esigenze concrete dei lavoratori emigrati;
– hanno paura per i loro posti di lavoro visto che l`industria non perde occasione per trasferire fabbriche nei paesi emergenti e non godono di adeguate tutele;
– pensano che il divario tra ricchi e poveri, tra professionisti iperspecializzati e la semplice manodopera, tra politici e la popolazione si è andato sempre più ad ingrandire.

Quando da parte della politica viene a mancare interesse per i problemi della popolazione, non c`è da meravigliarsi che la popolazione si distanzia dalla politica con ovvio danno per entrambi le parti.

Non bisogna mai perdere di vista il fatto che la società è paragonabile ad un organismo che, come tale, può funzionare solo con l`interazione dei singoli organi che la compongono.

L`affluenza catastrofica alle elezioni europee è un sintomo di malattia, un segnale di protesta di un organo che, evidentemente, non è stato sufficientemente ossigenato negli ultimi tempi.

I nostri connazionali sparsi in tutta Europa, al più piccolo indizio di imminenti chiusure di consolati, alza in questo modo un grido di sdegno. Ad Hannover, ad esempio, è bastato l’annuncio di una possibile chiusura del Consolato per raccogliere in brevissimo tempo ca. 1000 firme di protesta da parte di altrettanti cittadini.

Non sottovalutiamo quindi questo segnale che indica un disagio profondo della nostra collettività all’estero ! I sunnominati segnali sono sintomi di un organismo ammalato che va curato e non ulteriormente indebolito. La chiusura indiscriminata di strutture consolari necessarie per il benessere dei connazionali, i tagli al bilancio del Ministero degli Affari Esteri sui capitoli che riguardano la nostra collettività, provocheranno di certo segnali di protesta che andranno ben oltre a quelli avvertiti in queste ore.

Il Presidente del Comites
Scigliano

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