I villaggi della gioventù del ministro Meloni

Il ministro della gioventù Giorgia Meloni ha recentemente presentato una nuova iniziativa del suo dipartimento-sotto forma di disegno di legge governativo-che è poi una sua vecchia idea:i villaggi della gioventù.
Ma guai a definirli la risposta del centrodestra ai centri sociali,luoghi di aggregazione giovanile legati invece al centrosinistra.
In essi i giovani potranno ballare,fare sport,organizzare mostre e presentare libri;saranno gestiti dai ragazzi con l’aiuto dello Stato e vi saranno banditi alcol e droghe.
Il governo ha previsto per questi villaggi un iniziale budget di 10 milioni di euro. Nelle intenzioni del premier,che ha presentato l’iniziativa insieme alla Meloni(classe 1977,il ministro più giovane della storia repubblicana italiana),saranno luoghi per crescere insieme e cominciare ad assumersi qualche responsabilità.
Il ministro Meloni presentando l’iniziativa ha detto di essersi ispirata per questo progetto alla palestra di judo gestita da Pino Maddaloni a Scampia,visitata da lei in precedenza.
La Meloni,con un passato da militante di destra,inizia giovanissima il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco “Gli Antenati”,principale motore della contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione prefigurato dal ministro Iervolino,diventa nel 1996 responsabile nazionale di Azione Studentesca,il movimento studentesco di Alleanza Nazionale.
Le comunità giovanili,disegnate dai 6 articoli del disegno di legge governativo,saranno dei villaggi con campi sportivi,palchi per esibirsi,sale per fare musica,biblioteche e computer.
Insomma oasi nelle periferie delle grandi città metropolitane in cui spesso la noia,il degrado e l’assenza delle istituzioni conducono i giovani alla degenerazione.
Un progetto ambizioso. Tutto sarà rigorosamente no profit;in sostanza si darà l’opportunità ai giovani di età non superiore ai 35 anni di organizzarsi in associazione per gestire uno spazio,o pubblico,da ottenere in convenzione,o privato,da affittare con contratto di locazione. Lo Stato si impegnerà a pagare l’affitto e a coprire gli altri costi di gestione.
I ragazzi potranno realizzarvi campi,biblioteche,sale,palchi per lo svolgimento di attività sportive,ricreative,sociali,didattiche,culturali e artigianali.
Le comunità saranno chiamate a collaborare con la presidenza del Consiglio attraverso il ministero e comunque non rientreranno nel novero i partiti,i sindacati,le associazioni professionali e di categoria.
Tutto sarà monitorato,dato che i beneficiari avranno sussidi pubblici dal punto di vista finanziario.
E’ previsto un registro delle comunità giovanili e un apposito osservatorio che vigilerà,perché dentro queste strutture è richiesta democraticità di accesso alle cariche.
E’ vietata in essi ogni forma di discriminazione,violenza e l’uso di alcool e sostanze stupefacenti.
Il dipartimento della gioventù è stato istituito nel giugno 2008 ed è retto da un ministro senza portafoglio che esercita le sue competenze nelle materie concernenti le politiche giovanili e gli scambi internazionali giovanili.
Il ministro presiede il Forum nazionale dei giovani ed esercita sia le funzioni di indirizzo e vigilanza dell’Agenzia nazionale italiana del programma comunitario gioventù sia quelle in tema di sensibilizzazione e prevenzione dei giovani rispetto al fenomeno delle dipendenze, rappresentando il governo italiano in tutti gli organismi internazionali e comunitari aventi competenza in materia di politiche giovanili,anche ai fini della formazione e dell’attuazione della normativa comunitaria.

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