Site icon archivio di politicamentecorretto.com

Focus on: Sicilia – Intervista ad Antonio Presti

di Francesco Lucifora

All’indomani della lunga battaglia legale per la permanenza delle opere d’arte a Castel di Tusa, Antonio Presti compie l’ennesima e grande azione di incursione artistica. Nel quartiere di Librino campeggia una porta: la Porta della Bellezza realizzata dai bambini del quartiere e da artisti. Ha alcune cose da dire e molte altre le tiene per sé in attesa di trasformarle in azioni future.

Francesco Lucifora) il 15 Maggio 2009 è stato una giornata di memorabile consacrazione di anni di sforzi e di lavoro, come hai vissuto questo momento?
Antonio Presti) Mi sentivo felice perché è stato un dono condiviso con tutto il quartiere, con i bambini e le mamme rappresentando un grande lavoro di semina che come raccolto vuole un’altra semina: la semina della bellezza può riuscire a far riacquisire valori a tutta la cittadinanza e ai bambini attraverso la riscoperta della bellezza interiore. La bellezza di cui parlo non ha nulla a che fare con il recupero, ma si volge al futuro e può educare le nuove generazioni ad una pratica del fare e non del chiedere.

F. L.) Mi piacerebbe sapere cosa rappresenta per te il quartiere di Librino e quali finalità future sono racchiuse nel progetto “Terzocchio / Meridiani di Luca”…
A. P.) Il quartiere di Librino rappresenta quella cosidetta periferia a rischio, quella città utopica che negli anno ‘60 e ‘70 sono state realizzate in Italia e da città satellite e utopiche sono state relegate a quartieri dormitorio. Librino conta 100.000 abitanti e 10.000 bambini e non può rimanere inerte rispetto al suo essere a rischio. Quindi scegliere la via dell’arte e della bellezza significa scegliere anche la via di strumenti importanti come quello della conoscenza. La donazione del Museo Terzo Occhio-Meridiani di Luce vuole concorre alla presa di posizione di una nuova coscienza e consapevolezza. Il Museo acquisterà valore biennale e ogni due anni concorrerà a rendere Librino un quartiere famoso nel mondo perché c’è la volontà di sfruttare la vicinanza dell’aeroporto creando un indotto turistico-culturale e di trasformazione del territorio.

F. L.) Tenendo conto delle tue lunghe esperienze con l’arte e con gli artisti, qual è o dovrebbe essere oggi la funzione dell’artista nella società?
A. P.) Purtroppo l’Arte, negli ultimi venti anni, si è omologata rispetto ad un sistema che trovava nella logica economica il suo valore d’essere, l’artista ha perso la sua testimonianza cessando di essere un conduttore di bellezza e ha sempre meno un impegno politico, sociale e civile. La mia più grande critica rispetto al mondo dell’arte è di smetterla di essere autoreferenziali rispetto al proprio sistema, ma di scegliere anche la via del fare che possa ritrovare nelle periferie i luoghi della vera contemporaneità. L’arte avrebbe così a sua disposizione tutte le grandi periferie nazionali riconquistando un ruolo non soltanto estetico, ma anche sociale. Gli artisti dovrebbero liberarsi da questo essere sistema e affrancarsi da una limitata condizione creativa che gli proviene dalla filiera dei critici,galleristi e musei. In virtù di questo, tutto quello che è stato teorizzato in questi ultimi venti anni, secondo me, parlando di contemporaneo, non ha più motivo di esistere. L’artista deve riacquistare la sua sacralità rispetto al proprio tempo poiché l’arte e la bellezza non devono essere toccate da quel denaro, ma passare da grandi atti devozionali. Se esiste il sistema che parla della bellezza e dell’apparire può esistere un altro sistema che è quello dell’artista che con la sua testimonianza può ricontattare gli stati emozionali. Un’arte che non passa per conoscenza, ma per stati emozionali. Tutte le persone presenti a Librino si sono emozionate confermando la manifestazione dell’arte nella sua onestà riconquistando le cose dell’anima e della spiritualità che purtroppo nella nostra società sono implose.

F. L.) La Porta della Bellezza ha visto il coinvolgimento di artisti giovanissimi: i bambini. Quali sono le tue intenzioni rispetto ai giovani artisti, cioè coloro che iniziano il loro percorso e hanno sempre più bisogno di essere supportati?
A. P.) La mia intenzione è il valore della semina e della crescita che trova nel futuro la sua ragion d’essere e quindi da una parte i bambini e dall’altra i giovani artisti per la condivisione della realizzazione di un’opera in senso estetico e in senso etico. Io posso sostenere i giovani artisti con la mia testimonianza di un impegno onesto e di atti creativi che non devono solo rappresentarsi in quanto scultura, pittuta o qualunque altro linguaggio, ma deve sicuramente essere una manifestazione di riconquista di una comune spiritualità.

F. L.) L’Arte Pubblica e l’Arte contemporanea in generale è spesso incompresa dalla collettività, cosa ne pensi?
A. P.) Penso che questo discorso faccia parte di quel vecchio sistema che si rappresentava e non si manifestava. Ti faccio un esempio: è come se a Librino si realizza una scultura monumentale di un grande artista e si dice agli abitanti che questa è la bellezza e l’arte e che questo cambierà il quartiere… Non esiste! Il quartiere avrebbe una reazione violenta e tutti chiederebbero il significato e se quell’azione sia l’arte e la bellezza e si convincerebbero che, comunque, non cambierà nulla per loro, per la zona… In seguito l’opera potrebbe venire aggredita o non riconosciuta come valore di bellezza. Invece, l’arte che abbiamo rappresentato a Librino è arte condivisa che trova cuore delle persone un suo modo di essere e di esprimersi, arte sociale che trova la bellezza della condivisione.

F. L.) Nonostante le tue coraggiose e lunghe lotte per l’affermazione dell’arte e della bellezza, perché il rapporto tra le istituzioni e i linguaggi dell’arte contemporanea è ancora così difficile?
A. P.) E’ difficile perché c’è un potere che preferisce avere le masse prive di pensiero, ma educate soltanto a spendere e a chiedere prestiti e avere i debiti come unico problema. E’ in atto una dittatura economica che vuole destrutturare il valore del pensiero invece bisogna ricontattare la coscienza e ridare alle nuove generazioni gli strumenti di libertà passando attraverso la cultura. Le Istituzioni e la politica hanno il dovere di ri-progettare il futuro che non è pensabile senza coscienza e senza cultura.

F. L.) Il campo delle tue azioni è la Sicilia, come vedi le nuove ed emergenti generazioni di artisti siciliani?
A. P.) Vedo in maniera positiva le nuove generazioni di artisti siciliani; soltanto, spero che comprendano che la loro via del fare non deve arenarsi sul fattore economico ma svilupparsi a prescindere dal denaro e tenendo conto dell’impegno civile e sociale; spero essi possano essere testimoni di una società che in questo momento necessita di numerose restituzioni. I giovani artisti devono capire qual è il loro senso e valore in questa contemporaneità e dobbiamo finirla di parlare di contemporaneo pensando a strumenti, linguaggi e modalità vecchie di trent’anni.

Immagini:

  • Antonio Presti – Foto di Emanuele Chinnici
  • Fiorella Corsi e Antonio Presti a Librino: La Porta della Bellezza, particolare dell’opera realizzata dalla Corsi- Foto di Giulia Verde
  • News Art a part of cult(ure) info@artapartofculture.org>

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Exit mobile version