Il presidente americano Obama sogna l’assicurazione sanitaria per tutti

In Italia il servizio sanitario è universale:una conquista di civiltà che,tradotta in concreto,garantisce a tutti i cittadini,anche ai non abbienti,l’assistenza medica gratuita in caso di malattia.
In America,al contrario di quanto accade nel nostro Paese,il sistema sanitario non è universale,ma caratterizzato dalla assistenza medica erogata in conseguenza della stipulazione di una assicurazione sanitaria che è appannaggio dei ceti economicamente più ricchi.
Attualmente sono 46 milioni i cittadini americani privi di qualsiasi copertura assicurativa sanitaria che,tradotto in concreto,vuol dire che in caso di malattia la necessaria assistenza medica non viene garantita all’ammalato non assicurato.
Recentemente il neo presidente americano ha affermato che non si fermerà fino a quando il sogno di una riforma del sistema sanitario statunitense che preveda l’assistenza medica per tutti non sarà esaudito.
Obama ha annunciato tagli ai costi sanitari per oltre 2.000 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni perché i costi di questo settore sono fuori controllo e contenerli è essenziale per il futuro dell’economia Usa.
Il presidente sostiene che gli Stati Uniti spendono per la sanità più di qualsiasi altra nazione del mondo ma- nonostante ciò 46 milioni di americani non hanno alcun tipo di assicurazione medica- e che non è possibile continuare su questa strada.
All’inizio degli anni novanta,era stata proprio l’industria farmaceutica americana con le sue potenti lobby al Congresso ad affossare il tentativo di riforma sanitaria di Clinton e di sua moglie Hillary,attuale segretario di Stato americano. Era stata una delle sconfitte più cocenti dell’ex presidente democratico che aprì la strada alla grande vittoria repubblicana nelle elezioni di medio termine del 1994.
Di fronte alla recessione attuale,alla determinazione della Casa Bianca e grazie anche al carisma personale di Obama,i gruppi farmaceutici e le grandi catene ospedaliere sono pronti adesso a dare un contributo decisivo affinché il sogno di dare a tutti gli americani l’assicurazione sanitaria possa diventare realtà.
Per Obama la riforma sanitaria non è un lusso che si può rimandare,ma una necessità da attuare al più presto e al contempo una delle riforme più difficili-se non la più difficile in assoluto-che attende la nuova amministrazione americana.
Nel 1993, la lobby di assicurazioni e industriali farmaceutici lanciò una campagna di spot televisivi grazie alla quale due personaggi fittizi riuscirono a convincere gli americani che la riforma della sanità Usa costava troppo ed era una pessima idea.
I tagli annunciati rappresentano il primo tassello di una riforma non più rinviabile e che dovrà essere completata entro il 2009.
Il presidente,presentando il piano sanitario messo a punto con tutte le organizzazioni del settore,i cui leader si sono ritrovati questo mese tutti insieme alla Casa Bianca per la definizione,ha ricordato la promessa fatta in campagna elettorale(l’assicurazione sanitaria per tutti gli americani)dichiarandosi molto soddisfatto per le proposte di riforma del settore arrivate dall’industria farmaceutica.
In cambio della loro disponibilità ad interventi di riforma,assicurazioni e industrie farmaceutiche chiedono che il Congresso vari al più presto una legge che obblighi ogni americano ad avere l’assicurazione medica,esattamente come ha quella dell’automobile.
Se il buongiorno si vede dal mattino agli americani si prospetta un futuro radioso in campo sanitario, conferma che la nuova amministrazione americana sta muovendo i suoi primi passi nella giusta direzione.

Lascia un commento