Laura Garavini all’Intercomites della Germania

“Rilanciare l’impegno per salvare i corsi di lingua e la rete consolare”

“Non può rimanere inascoltata la voce di forte disagio che si è levata dalle nostre comunità nel mondo: condivido l’insoddisfazione già espressa dal CGIE e nuovamente ribadita dall’Intercomites tedesco con l’atteggiamento di chiusura e insofferenza del sottosegretario Mantica verso noi italiani all’estero”. Lo ha detto l’on. Laura Garavini (PD) rivolgendosi ai rappresentanti dei Comites della Germania riuniti ad Hannover, sottolineando l’importanza di un’inequivocabile e unisona presa di posizione da parte delle comunità italiane sparse per il mondo.

Sulla prospettiva di una riduzione della rete consolare in Germania, la Garavini si è detta “molto preoccupata. La presunta chiusura del consolato di Hannover è tutt’altro che incoraggiante. Anziché mettere i diretti interessati davanti ai fatti compiuti, il sottosegretario Mantica farebbe bene a cercare un confronto di merito sulla riforma della rappresentanza con tutti gli eletti. Solo così si può arrivare a soluzioni che non vadano ad aggravare la già difficile condizione che i nostri connazionali all’estero subiscono per colpa dei tagli indiscriminati imposti dal Governo”.

Nel corso della riunione, la deputata eletta nella circoscrizione estero ha avuto modo di raccogliere, inoltre, la grave preoccupazione dei Comites sul futuro dei corsi di lingua e cultura italiana: “Quanto affermato dagli enti gestori è allarmante: se la riapertura dei corsi dopo la pausa estiva non sarà garantita, le nostre giovani generazioni all’estero perderanno un importante legame con l’Italia”.

“Assicuro il mio sostegno più assoluto ai Comites che si impegnano per garantire i servizi necessari ai nostri connazionali contrastando le politiche restrittive messe in campo dalla maggioranza”, ha concluso Laura Garavini. “Insieme agli altri deputati PD eletti all’estero non demordiamo dall’impegnarci per una politica attiva e moderna verso le nostre comunità nel mondo, una politica che incominci a parlare un linguaggio diverso dall’emarginazione di una realtà così importante come quella degli italiani all’estero”.

Lascia un commento