Care italiane e italiani nel mondo…

Care italiane e italiani nel mondo, chissà quale storia ognuno di voi l'ha portato fuori dall'Italia, poco o molto tempo fà. Di certo sono sempre meno quelli che possono permettersi il viaggio di ritorno,proprio come una volata… per riabbracciare non solo virtualmente una terra che l'ha visto nascere e crescere, e altrettanto sono in molti che godono in Europa di possibilità una volta impensabili di raggiungere l'Italia al costo di un biglietto ferroviario interno al nostro Paese. Cosa sapete realmente di noi quà, dentro l'Italia? La vedete in televisione, con una parabola? Leggete le notizie in Internet? Vi raccontano amici e parenti quanto è bello e facile starci in Italia? La crisi della produzione, che di fatto è stata fortemente voluta da chi ci ha “regalato” la Pace, vede il nostro paese, brillare nella produzione di armi e prostituzione, di crimini a stampo mafioso, proliferati non solo al sud ma importati ed esportati capillarmente in ogni servizio pubblico che è diventato privato, senza competizione alcuna, perchè di fatto la Gara Internazionale è patteggiata da sempre. Non siamo un paese unito, se non dagli Affari e dalla Paura. Come voi, chi rimane pensa al domani e sopratutto al presente, diventato precario e violento. Violenza nella comunicazione, violenza all'interno della famiglia, violenza in politica, violenza nella strada. Quelli che spesso da dove siete andati, oggi sono quì, non solo non hanno diritto di vita ma neanche diritto di degna esistenza.
Godetevi quanto avete ottenuto nel tempo, dove siete, ringraziate senza servilismo le amministrazioni che vi hanno offerto il diritto di un lavoro, una casa, il diritto alla cultura. Invitate i vostri cari ed amici ad aprire la mente e a riflettere: la storia ci ha insegnato che chi è delegato sia pure a Furore di popolo al Potere, si chiama padrone e il padrone può cambiare gradi e stellette ma tale rimane.
Non è la vacanza e l'intenso momento del temporaneo rientro a farvi realmente capire cosa avviene quì in Italia, come io non potrei mai abbastanza capire, malgrado figli nipoti amici siano all'estero, capire cosa avviene, quotidianamente e quali programmi abbia chi nei fatti manovra la politica estera. So e l'ho scritto che annualmente dal 1954 esistono più di 130 persone del Mondo economico della finanza dell'economia della politica e della stampa, detti Bilderberg Group , che ritrovandosi in una Conferenza Internazionale, programmano e decidono le Grandi Manovre e niente trapela.
La dipendenza economica dai soldi, per abitare la terra, ce l'ha fatta oltraggiare, abbiamo abusato in tutto il mondo di chi ci ospita, fino a renderla una Grande Cloaca Discarica . Difendete con le unghie e con i denti,come la Musica che vi invio di Roy Paci e la Banda di Avola – Malarazza , il fazzoletto dove avete casa, la strada comune che percorrete ogni giorno, le relazioni che vi fanno trovare serenità nel convivio di un pasto comune, di un momento lieto. Ascoltate la musica che sapete suonare voi, quella che la tradizione non commemora mai, la tarantella, la pizzica, il ballo liscio, il saltarello…Fatelo anche voi un salto con l'immaginazione e sappiate che il 2 giugno, per la parata militare delle Forze armate, si apriranno ombrellini tricolori, durerà 10 minuti di meno a favore dell'Abruzzo terremotato e sarà commozione…Sappiate che l'Aereoporto di Preturo, vicino l'Aquila e che accoglierà gli 8 giganti burattini del mondo in Abruzzo per il G8, solo per ospitarli e renderlo accogliente costerà 900.000 euro: questo quanto da un'ordinanza del presidente del Consiglio pubblicata a maggio sulla Gazzetta Ufficiale: il Dipartimento della Protezione civile è autorizzato a realizzare con “somma urgenza” i lavori di adeguamento dello scalo, delle connesse infrastrutture e della viabilità.
Vi garantiscono un voto sereno per voi che state distanti, un voto possibile per un futuro migliore. Il futuro è solo nelle nostre mani, nella capacità di leggere quello che abbiamo intorno, mantenendo la memoria del cammino che abbiamo compiuto e quello da compiere, è in salita per tutte e per tutti e insieme ci possiamo stare difendendo la nostra dignità di persone e la misura che chi ha vissuto la guerra, conosce.
Resistete alle musiche e alla grancassa della Propaganda, resistete e con gioia amate la vita, non chiudete in nessuna urna i vostri sogni, non delegate a nessuno ciò che dipende da voi, dalla vostra coscienza.
Concludo con una pagina di diario del 1945 di Elsa Morante .

Vi abbraccio
Doriana Goracci

Pagine di diario (1945) di Elsa Morante (si ringrazia Luca Sossella)

Nel 1998 uscì da Donzelli un libro di Alfonso Berardinelli per molti versi straordinario, si intitola “Autoritratto italiano. Un dossier letterario 1945-1998”. Il primo testo, dopo un'introduzione di Berardinelli, è di Elsa Morante, eccone la parte conclusiva.

[…] Perché il popolo tollerò o favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel migliore dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).
Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosiffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo “tornaconto.
Mussolini, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l'autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po' ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.
Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso. Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob, e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l'amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le dìsprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti, anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia, non gli importa nulla, ma si può commuovere a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie, sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo. Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti, i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com'è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s'immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.

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