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Laura Garavini (PD) in aula sulle squadre investigative europee

Comunitaria: il Governo rimane incoerente sulle norme antimafia

“Ancora una volta il Governo fa la lotta alle mafie solo con le parole. È grave che la maggioranza si rifiuti di liberare risorse per realizzare squadre investigative comuni a livello europeo. La maggioranza in questo modo ha perso un’altra occasione per rafforzare la lotta alla criminalità organizzata internazionale”. Nel suo intervento in aula per la votazione sulla legge Comunitaria 2008 l’on. Laura Garavini, capogruppo del Partito democratico in Commissione Antimafia, ha criticato duramente il “no” della maggioranza all’emendamento del PD di sostenere la creazione di squadre investigative comuni.

Nel suo intervento la deputata PD, eletta nella circoscrizione estero, ha fatto riferimento anche al caso Strangio: “È la dimostrazione che la lotta alla criminalità organizzata può avere successo solo se viene fatto in modo transfrontaliero. La mafia da tanto agisce a livello internazionale. Tutti ricordiamo ancora la strage di Duisburg. L’ordine è partito dalla Calabria, il presunto assassino ha colpito in Germania e l’anno dopo è stato preso dalla polizia in Olanda. Per avere più successi investigativi di questo tipo dobbiamo rafforzare la cooperazione tra polizia e magistratura in Europa”.

“Durante l’esame degli articoli” ha detto la deputata PD “abbiamo proposto due importanti modifiche che riguardano la lotta alla mafia: oltre alla realizzazione delle squadre investigative comuni abbiamo chiesto il recepimento della direttiva europea sulla criminalità organizzata”. Emendamenti di cui la Garavini, eletta nella circoscrizione estero, è stata prima firmataria. “Sul secondo provvedimento abbiamo registrato un successo, con la sua approvazione”, ha affermato la deputata PD.

“Grazie all’approvazione dell’emendamento presentato dal PD l'Italia recepirà la direttiva europea con un anno di anticipo. E’ un provvedimento importante perché in ambito europeo definisce la nozione di criminalità organizzata, armonizzando le legislazioni degli Stati. Finora l’Europa era una torre di Babele, ognuno aveva un’altra nozione di criminalità organizzata il che rendeva più difficile una cooperazione giustiziaria. Adesso, dopo aver recepito su proposta del PD, la decisione quadro in questione, nella Unione Europea finalmente abbiamo una base comune il ché rende più facile il lavoro di polizia e magistratura”, ha affermato la Garavini. “Su questo punto in Italia finalmente siamo in anticipo rispetto alla tabella di marcia europea”, ha concluso la deputata PD.

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