BUGIE QUOTIDIANE

Anche stamani i promotori del referendum elettorale continuano a scrivere bugie. In particolare due.

La prima è scrivere che “nel sistema italiano l'astensione è un “no” con trucco”. E' una bugia perché i promotori sanno benissimo che, secondo la Costituzione (art.75), i referendum abrogativi sono approvati solo quando prende parte al voto il 50%+1 degli elettori. Dunque nessun trucco. La Costituzione ha inteso stabilire che, per abrogare una legge votata dal Parlamento, deve esprimersi la maggioranza degli italiani, non solo dei votanti. A rigore, nei referendum abrogativi non si potrebbe neppure parlare di astensione (che esiste alle politiche o alle amministrative), perché non usare la scheda può esser un NO rafforzato, se non è raggiunto il quorum.

La seconda bugia è scrivere che “se Berlusconi volesse, potrebbe ora andare da solo al voto e con il 40 per cento prenderebbe il premio di maggioranza”. E' una bugia perché ora il premio è alla coalizione e, volendo opporsi, se ne possono fare tante per escludere Berlusconi dal premio di maggioranza; viceversa, se fosse approvato il referendum elettorale, il premio andrebbe al primo partito, e in quel caso non sarebbe possibile fare una lista unica degli altri partiti con un solo programma unico come per legge. Nel 2008, il PD rifiutò ogni coalizione eccetto con la IDV, pur potendola fare, per incompatibilità politica.

Queste bugie hanno le gambe corte. Battere il referendum elettorale equivale a garantire democrazia e pluralismo.

Comitato Batti il Referendum Elettorale

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