Nel tempo delle discriminazioni, delle intolleranze e dei respingimenti

GIORNATA DI SILENZIO, PREGHIERA E DIGIUNO
Nel Centro Ernesto Balducci di Zugliano,
lunedì 18 maggio 2009 dalle ore 10 alle ore 20, concludendo con la celebrazione dell’Eucarestia

In continuità con il documento da noi sottoscritto nel Luglio 2008 “Accoglienza e legalità per tutti: no alle discriminazioni ed al razzismo” sentiamo l’obbligo morale di intervenire pubblicamente come uomini e come preti, anche in sintonia con le persone che incontriamo ogni giorno e di cui condividiamo la fatica e la ricchezza umana del vivere: ammalate, fragili, ai margini, carcerate, straniere.
Esprimiamo con il cuore e la ragione, con tutto noi stessi indignazione e tristezza per la diffusione di atteggiamenti di intolleranza, xenofobia e razzismo e per le decisioni politiche che mettono in atto un razzismo istituzionale nel nostro Paese ed anche nella nostra Regione, culminato in questi giorni con i respingimenti di persone disperate nell’inferno da cui sono venute:la Libia, il deserto, i loro paesi impoveriti e insanguinati da violenze e guerre.
Ci si vanta dei respingimenti come risultato di una politica di contrasto all’arrivo di coloro che impropriamente vengono chiamati “clandestini” e non persone disperate, in fuga da situazioni drammatiche ed in cerca di accoglienza senza operare per la giustizia e la pace nei paesi di provenienza.
Si sta perdendo la capacità di vedere con occhi liberi e lo sguardo amorevole; di partecipare con un cuore umano alle sofferenze dell’umanità; di riflettere con una ragione illuminata per risposte che rispettino ed attuino i diritti umani.
E’ svanita e sta svanendo, in Italia ed in Friuli, la pietà e concretamente si violano i diritti umani fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, da quella Europea, dalle dichiarazioni dell’ONU.
Il decreto sicurezza mette in atto provvedimenti che invece di dare risposte progressive alle situazioni problematiche aggraverà di molto la condizione della presenza degli stranieri fino alla negazione della presenza di bambini che nasceranno da coppie o madri sole non regolari.
Non si attuano provvedimenti di regolarizzazione per le centinaia di migliaia di lavoratori stranieri irregolari per la fedeltà al principio : “ cattivi con i clandestini”.
Le scelte mirano ad un forte impatto simbolico ed emotivo, non alla soluzione reale dei problemi: le ronde, i volontari della sicurezza e l’attribuzione di un potere salvifico alle telecamere pretendono goffamente di sostituire la necessaria rete di relazioni umane sul territorio, alimentando la percezione di insicurezza e paura mentre i dati reali indicano una inversione di tendenza.
La politica della nostra Regione Friuli Venezia Giulia continua a perseguire un proposito discriminatorio nei confronti degli stranieri condizionando, ad esempio i diritti umani loro, ma
ugualmente dei cittadini italiani, a criteri di tempo di permanenza sul territorio, con gravi conseguenza anche per i minori. E ancora una completa disattenzione a quanto sta avvenendo dentro e fuori del CARA di Gradisca d’Isonzo.
Noi non neghiamo la complessità, le situazioni problematiche, le questioni aperte, le difficoltà della politica; vivendo di fatto in una società multietnica, multiculturale, plurireligiosa intendiamo, con responsabilità, lavorare per una convivenza dignitosa.
Sono migliaia, le esperienze positive in atto; circa 4 milioni di persone immigrate inserite in Italia, quasi centomila nella nostra Regione con lo straordinario contributo di umanità, cultura, spiritualità, ricchezza materiale neanche lontanamente paragonabile a quanto costa materialmente il loro inserimento.
Queste convinzioni, maturate nella laicità della storia, sono radicate nella fiducia esigente e confortante in Dio come Padre di tutte le persone; nei suoi Profeti che continuano a provocarci con parole sferzanti e piene di tenerezza che indicano il vero culto nella disponibilità a condividere il pane con chi è affamato, ad introdurre in casa i miseri ed i senza tetto, italiani e stranieri.
Il riferimento al Vangelo di Gesù di Nazaret ci provoca all’impegno per la giustizia, la pace, l’accoglienza: “Ero forestiero e mi avete ospitato”:
Per noi è ulteriore motivo di sdegno e di tristezza l’utilizzo strumentale del riferimento alle radici cristiane ed alla difesa della identità cristiana per dar forza a mentalità e a decisioni politiche e legislative che negano totalmente il riferimento a cui pretendono di ispirarsi.
Non ci sembrano conciliabili il riferimento a Dio, Padre di tutti, il Vangelo di Gesù di Natzaret, la partecipazione alla celebrazione dell’Eucarestia, l’appartenenza al mondo cattolico con il mettere in atto mentalità, espressioni, legislazioni razziste.
Questo scandalo grave e diffuso ci interroga in profondità.
Si mescola ad una accresciuta mentalità di indifferenza da una parte e dall’altro perfino di ammirazione nei confronti di atteggiamenti furbi, superficiali, banali, di falsità di corruzione, di materialismo esibito , di irrisione per i poveri.
Non possiamo assistere da estranei a questo degrado ed esprimiamo tutto il nostro sdegno etico a partire dalla condivisione delle storie di chi fa fatica e dal riferimento illuminante ad una fede nel Dio di Gesù incarnata nella storia.

Per questo abbiamo deciso di vivere – e di proporre con libertà a chi vorrà parteciparvi – la giornata di lunedì 18 maggio nel Centro Balducci di Zugliano nel silenzio, nella preghiera, nel digiuno.
Nella sala degli incontri “Mons Luigi Petris” dalle ore 10 la giornata sarà scandita dalla lettura di passi della Bibbia riguardanti l’accoglienza, la giustizia, la pace.
Alle ore 20 sarà celebrata l’Eucarestia.
don Pierluigi Di Piazza (Zugliano), don Franco Saccavini ( Udine), don Federico Schiavone ( Udine), don Giacomo Tolot (Pordenone), don Piergiorgio Rigolo (Pordenone), don Alberto De Nadai (Gorizia), Andrea Bellavite (Gorizia), Don Luigi Fontanot (Fiumicello), Don Mario Vatta (Trieste), don Albino Bizzotto (Padova), p. Daniele Zarantonello, Missionari Comboniani, Padova.

Documento ricevuto dal Centro Balducci ed inoltrato da
Fabio Della Pietra
Ufficio Stampa
Cooperativa sociale Itaca
Pordenone
www.itaca.coopsoc.it

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