Il Ministro Sacconi non ritiene opportuno rispondere alle esortazioni del Presidente della Repubblica

Mentre il Ministro Sacconi ha voluto il dlg 81/08 che mina le norme fondamentali del codice civile, di quello penale e dello Statuto dei lavoratori, vi inserisce l’articolo 15bis, diminuisce le sanzioni amministrative e penali, l'obbligo delle cartelle sanitarie dei lavoratori da custodire in azienda, nel paese si continua a morire di lavoro.
Solo pochi giorni fa una sentenza della Corte di Cassazione (18998 del 6 maggio 2009), che fissa la responsabilità di un incidente sul luogo di lavoro in capo all’impresa, pone l’accento sull’urgenza di un correttivo sostanziale ed organico al testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che invece, prevede l’eventualità che in caso di infortunio, la responsabilità possa essere interpretata, spostandola dal datore di lavoro fino al lavoratore.
Il Ministro non ritiene opportuno rispondere alle esortazioni del Presidente della Repubblica e non si preoccupa di dare priorità all’urgenza di trovare le risorse finanziarie per potenziare i servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro e alla formazione. E nei cantieri si continua a morire.
AMALIA SCHIRRU

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