DEDICATO AL GOVERNO: eravamo brutte sporche e cattive

Il documento che vi inoltro del 1912, segnalazione che ho ricevuta stamattina , fà il paio con questa, attuale.

“Noi sapevamo che avremmo piegato la storia, i popoli padani uniticambiano il mondo, il popolo lombardo, veneto e piemontese sono cosìforti che riescono a cambiare la storia”. Con queste parole il leaderdella Lega Nord, Umberto Bossi, ha chiuso gli Stati generali delmovimento che si sono tenuti ieri e oggi a Vicenza. “Il Federalismo ècostato moltissimo impegno, ma la Lega ha dimostrato di avere i suoiideali e li porta avanti con determinazione. Non ci avete dato ilvostro voto per niente”, ha chiosato Bossi rivolgendosi ai militanti.Nel Manifesto è scritto “QUANDO UN POPOLO COME QUELLO PADANO CAMMINA, PIEGA LA STORIA”I sondaggi parlano chiaro e se non piacciono votate chi si “oppone” magari per sentirvi meno brutti, io mi tengo tutte le rughe come Anna, compresi i capelli bianchi, anche se non diventerò bellissima, neanche almeno accettabile.Da me nessuno avrà alcun obolo-voto, tantomeno non scordo, la Memoria ancora mi aiuta.Doriana Goracci
Da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912:
“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.
La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
FONTE: RAINEWS 24.

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