Berlusconi: “Italia non deve diventare una società  multietnica

Ricardo Merlo (MAIE):” Sarebbe come dire aboliamo la legge di gravità!”

In un mondo che, grazie ai mezzi di comunicazione e di trasporto, si avvia verso una inarrestabile globalizzazione, cercare di bloccare il fenomeno migratorio verso lÂ’Italia, con uno strumento giuridico, è pura velleità: equivarrebbe a dire che si intende abolire la gravità con una nuova legge: questo è impossibile e risibile.

Ben noti casi, quali quelli dellÂ’emigrazione da Cuba, o dal Messico, verso gli Usa, dimostrano che non è servita neanche la militarizzazione delle frontiere a fermare questo fenomeno inevitabile.

Finchè esisteranno squilibri economici enormi tra Paesi ricchi e Paesi che invece soffrono la fame, la povertà, la miseria sociale, per non parlare di guerre civili e militari, alzare “muri giuridici” per bloccare lÂ’emigrazione sarà inutile.

Le dichiarazioni rilasciate in tal senso dal premier nascono da una sua debolezza politica nei confronti della Lega Nord, partito territoriale, il cui consenso si fonda su un anacronistico campanilismo, che si alimenta con lÂ’istigazione ad escludere il diverso, visto come un pericolo;

partito che sta facendo passare il messaggio che il fenomeno migratorio rappresenti un problema per la sicurezza degli italiani.

Credo che sarebbe opportuno ricordare, anzi credo dovrebbe proprio essere insegnato nelle scuole ai nostri ragazzi, che il fenomeno migratorio è parte della nostra stessa storia di italiani, che per oltre un secolo milioni di connazionali hanno dovuto lasciare le loro case per gli stessi motivi che oggi spingono tanti disperati a cercare fortuna nel nostro Paese.

La domanda cruciale, adesso, è se tutti i discendenti degli italiani residenti in paesi extracomunitari debbano essere considerati un potenziale pericolo per la sicurezza del nostro Paese. Questo è assurdo, fondamentalmente ingiusto e inumano.

Per questo motivo, il MAIE voterà contro il decreto sulla sicurezza proposto dalla maggioranza, in votazione oggi alla Camera, che anche la Chiesa, e la Conferenza Episcopale Italiana, ha denunciato come ispirato a principi antiumanitari.

Io credo che una più concreta soluzione al fenomeno migratorio di questi anni avrebbe potuto essere quella di cercare di aiutare i Paesi più poveri a sviluppare le loro economie, magari utilizzando meglio i 5 miliardi di dollari che Berlusconi ha destinato alla Libia per una riparazione storica.

Riparazione storica che peraltro viene riconosciuta ad un dittatore Gheddafi e non invece ancora agli italiani emigrati.

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