Lettera al direttore dall’estero

Le cose stanno allora veramente così?

Gentile Direttore,

mi permetto di intervenire sulla sua impresa in quanto lodevole, ma forse, inutile.

Per motivi di lavoro viaggio molto ed ho stabilito la mia residenza in Australia.

Premetto che la mia scelta non è dovuta ad una disaffezione verso il mio paese, ma da una serie di valutazioni; il paese e le città sono piu tranquille e la delinquenza è, quasi, a zero; i miei figli attraversano al città da soli e senza rischi, se hai bisogno di aiuto, lo trovi facilmente, etc.

Ora ho incontrato ed incontro Italiani in tutto il mondo e mi sono reso conto, come me, molti ritengono l'Italia il loro paese (affettivamente) ma preferiscono vivere altrove. In questi paesi hanno lavoro e rispetto, sono coinvolti e partecipi della vita dello Stato che li ospita più che nella propria patria.

Mi permetto di farle una sintesi sul perchè, a me e molti connazionali, la sua impresa mi solleva dei dubbi.

Per la politica italiana non la si segue, anzi spesso ce se ne vergogna, (il “TIME” dopo il terremoto dell'Abruzzo, a cui offriva ampio spazio, l'unico commento politico che riportava è quello dell'On. Berlusconi che diceva che bisognava prendere il trasferimento in tendopoli come una vacanza in campeggio. Oppure avere un movimento indipendentista e contro il concetto di stato al governo…).

Chi vive all'estero ci è andato per necessità o convenienza, ma ha pagato il prezzo di dover lasciare la propria terra perchè non c'è stato una classe politica in grado di trattenerli.

L'unica cosa che vorremmo è una Scuola Italiana o almeno dei posti dove i nostri figli possano studiare l'italiano e conservare le proprie radici. Invece assistiamo alla cancellazione degli istituti di cultura e dei servizi per noi che viviamo all'estero.

All'obbiezione che ci viene offerta di non iscriverci all'AIRE e quindi non farci censire, la risposta è semplice: non ci si iscrive all'AIRE perchè in questo modo sia hanno 2 patenti, due residenze, 2 passaporti ed una serie di altri vantaggi che l'iscrizione di fatto cancellerebbe, diciamo che è un modo per garantirci un qualcosa che non ci viene offerto in assistenza.

Spero di aver chiarito la nostra situazione all'estero.

Distinti saluti

Camillo Bottazzi

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