La sospensione temporale dell’autobiografia

La storia di vita nella dialettica tra narrazione ed evento, tra elemento semantico e temporale, presenta l’alternanza di diversi ritmi e differenti movimenti, di ricordi e rievocazioni, in rapporti di consequenzialità con tonalità affettiva nell’apicalità dello stesso ricordo. Il rapporto dialettico tra elemento sincronico e diacronico garantisce la continuità tra gli eventi e gli accadimenti della storia, l’elemento sincronico irrompe in un ritmo nuovo e diverso. La percezione del tempo connessa alla tonalità emotiva e ai significati di eventi, incontri e relazioni, tramite il lavoro selettivo della memoria, del ricordo di un evento, di un incontro, di uno scenario, segnale rilevatore, determina il segno rammemorante di un incontro apicale nella narrazione. Il gioco dialettico tra diacronico e sincronico, tra discordanza e concordanza, permette di esplorare la storia in movimento costante, non lineare, di apparizioni, irruzioni, ingressi, immersi in un tempo altro dello spiazzamento, della sospensione, dell’istantaneità, in cui ricercare tracce e trame di continuità o motivi di cambiamento che presentano non uniformità e difformità rispetto al tempo sociale, ritmato e normato, in cui ci si presenta tramite biografie famigliari, affettive e professionali. Difformità come perdita e smarrimento, riflessa, riconosciuta ed esplorata nelle varie tonalità emotive rientra nella temporalità narrativa che è ambito di ricomposizione dei molteplici tempi e ritmi di crescita, di scoperta e intuizione di sé, in rievocazioni subitanee, nella percezione di immersione o avvolgimento in un tempo altro, in cui i significati, le emozioni in forma episodica, casuale e improvvisa non hanno collocazione e definizione in una connessione causale. Il racconto di sé rivela una molteplicità di ritmi e tempi nella concordanza di durate temporali e di senso, quali possibilità di tessere e trame in connessioni tra episodi e scenari improvvisi in rapporti di vicinanza e prossimità.

Il pensiero del racconto.

La connessione tra la narrazione autobiografica e l’orizzonte temporale nell’ambito del pensiero rappresenta un processo di crescita e di cambiamento intrinseco. Il racconto come operazione di bilocazione metacognitiva riflette su eventi, passaggi e svolte, nella complessità di tempi e ritmi in molteplicità di significati e saperi dell’orizzonte di senso e significato. La storia è un’intrinseca dinamicità, nell’illusione dell’esistenza di una trama biografica nelle ragioni del costrutto come dato in sé e per sé in un quadro biografico, dotato di senso, che diviene frammentario, ma imprescindibile, nel “bisogno di storia” tra le connessioni di una vita e di una storia attraverso la significazione storica della consequenzialità. Un’identità storica interpreta la narrazione quale possibilità di ricomporre la mutevolezza e la polisemia del tempo della narrazione quale momento della ricomposizione, nella scelta tra significati rilevanti e coerenti per la costruzione di trame esplicative, tramite la modalità pratica dell’identità, che è specificamente narrativa nell’esperibilità del soggetto storico, lontano da una fattualità e da ingenui empirismi, espliciti e potenziali a livello narrativo.

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