In difesa della Costituzione

di Luigi de Magistris

Il 25 aprile è una data molto importante per tutti i cittadini italiani e per questo Paese, perché ci consente di tenere sempre nel cuore e nella mente la Costituzione repubblicana. Uno dei motivi principali che mi ha spinto all'impegno in politica con Antonio Di Pietro e l’Italia dei valori, insieme a tutti gli altri amici e a tutte le altre amiche che stanno formando con me questa squadra che cerca di dare un contributo per il miglioramento di questo Paese, è la difesa della Costituzione repubblicana. La Costituzione repubblicana è qualcosa di storico, qualcosa che pulsa ogni giorno e che noi dobbiamo contribuire a vivere.

La Costituzione repubblicana fu voluta da tante sensibilità democratiche, non è patrimonio di una parte politica, è patrimonio del popolo italiano che venne da un periodo molto duro e molto difficile. La Costituzione repubblicana è stata voluta da conservatori, moderati, comunisti, liberali, repubblicani, socialisti. Così come la Costituzione repubblicana che ci invidia tutto il mondo -così bella e così intrisa dei valori di uguaglianza, libertà, solidarietà e fratellanza- è stata attuata nel corso di questi anni, adesso è il momento di applicarla ulteriormente e soprattutto di difenderla. Per difenderla dobbiamo essere in tanti, non può essere questa difesa il patrimonio solo di una parte politica. Ma non vi è dubbio che nell’Italia dei valori in questo momento vi sono le sensibilità democratiche più importanti che consentono con entusiasmo di intraprendere un progetto di difesa della Costituzione.

Noi difenderemo innanzitutto le parti più importanti della Costituzione: l’articolo 1, che ci dice che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro, perché dobbiamo riconoscere diritti ai lavoratori, dare occupazione, e dobbiamo stare dalla parte dei più deboli. E quando parliamo di più deboli, subito ci viene in mente l’articolo 3 della Costituzione, che afferma che la legge è uguale per tutti e anche che la Repubblica debba far si che vengano eliminati i fattori di disuguaglianza sociale, economica, di razza, di religione e di altro.

Quando parliamo di Costituzione repubblicana ci viene in mente la scuola, una scuola che sia patrimonio di tutti, che faccia cultura, che consenta a tutti – dai più ricchi ai meno ricchi, dai poveri a chi ha una condizione agiata- di poter avere un’istruzione. Quando parliamo di Costituzione repubblicana ci viene in mente l’università, la ricerca, la cultura immensa e l’ambiente di questo Paese, la tutela della salute e l’articolo 32 della Costituzione. Quando parliamo di Costituzione repubblicana ci viene in mente di difendere oggi -perchè sono ancora attaccate in queste ore dal presidente del Consiglio dei ministri- l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, baluardo e garanzia dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, e il pluralismo dell’informazione.

L’informazione di regime, che con un conflitto di interessi devastante vogliono imporci e ci stanno imponendo in questi anni, deve essere respinta: la Costituzione repubblicana garantisce la manifestazione del pensiero all’articolo 21 e vuole il pluralismo dell’informazione. La difesa della Costituzione sarà l’obiettivo principale di questa azione politica, perché attraverso la difesa della Costituzione avremo l’uguaglianza, lo sviluppo economico, la tutela e il rispetto dell’ambiente e il lavoro.

Tutti i lavoratori e i cittadini si devono unire in questa giornata così importante che è appunto il 25 aprile, e non devono disprezzarla, come è accaduto in questi anni, o ignorarla, quasi fosse un residuo o una sagra o qualcosa da ricordare nei momenti in cui non c’è altro da fare.

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