Si è aperto con un tributo di applausi il Congresso Nazionale del Popolo della Libertà 

Si è aperto con un tributo di applausi il Congresso Nazionale del Popolo della Libertà, celebratosi nei giorni 27-28 e 29 marzo scorsi, nato dalla fusione tra Forza Italia e Alleanza nazionale.

Ad occupare la Nuova Fiera di Roma circa 12.000 persone provenienti da ogni regione d’Italia, spinti dal desiderio di veder nascere il Popolo della Libertà.

Protagonisti del tanto atteso evento circa 6.000 Delegati chiamati ad eleggere, nella più totale unanimità, il loro Presidente, l’on. Silvio Berlusconi, il quale ha dichiarato che in questa nuova forza politica non vi saranno correnti, ma saranno create sinergie di idee e condivisione di programmi per il bene della società.

Il Presidente del nuovo organo politico, nonché il Presidente del Consiglio dei Ministri, ha brevemente elencato le numerose iniziative portate avanti dal Suo Governo, a circa un anno dal Suo mandato, tra cui la missione di pace in Libia, gli incentivi alle imprese, la tutela delle donne, la lotta alla criminalità e alla immigrazione, il sostegno al settore agroalimentare, la risoluzione dei rifiuti in Campania, il risanamento della crisi della compagnia aerea italiana Alitalia.

Standing ovation per l’on. Renato Brunetta, il Ministro della Funzione Pubblica, il quale, cedendo alla commozione, ha illustrato il Suo impegno nella lotta a muso duro contro una classe sociale parassita e assenteista.

L’ on. Gianfranco Fini, invece, ha decisamente scaldato gli animi dei presenti con il suo intervento discorrendo su alcuni temi di primaria importanza per le sorti del Paese:
di immigrazione e di nuovi percorsi di cittadinanza, ma anche di modernizzazione della Costituzione, non interamente in linea con le esigenze della democrazia, cercando di evitare le continue polemiche tra cariche istituzionali per chi è favorevole o contrario a questa riforma e il Governo che giustamente chiede più poteri per operare.

Di qui l’attuazione del Federalismo istituzionale, cioè la revisione del bicameralismo perfetto.

Il nuovo Partito liberale è partito col piede giusto anche per quanto riguarda gli italiani nel mondo, riconosciuti dall’art. 22 dello Statuto del Pdl.

Quest’ultimo prevede 11 dipartimenti dedicati agli 11 aspetti della società ritenuti prioritari e strategici e uno di questi è per gli italiani all’estero. Nei prossimi giorni sarà ufficialmente reso noto il nome di chi è stato scelto dal Presidente Berlusconi per ricoprire questo incarico.

Il più grande partito italiano del dopoguerra avrà dunque una sua seria struttura all’estero.

Come socio fondatore della Fondazione “Italiani nel Mondo” l’on. Amato Berardi si mostra soddisfatto per la riuscita del Congresso, ponendo la sua fiducia in un graduale processo di crescita in cui gli italiani possano rappresentare una risorsa viva attraverso il rafforzamento del Made in Italy e il consolidamento dei legami culturali con le comunità italiane all’estero.

L’on. Berardi traccia alcuni punti programmatici sulla condizione degli italiani all’estero quali la promozione della lingua e della cultura italiana, la riforma per la riacquisizione della cittadinanza, la riorganizzazione dei Consolati, attraverso l’utilizzo della professionalità degli italiani all’estero nei servizi consolari, la riforma dei Comites e del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, le agevolazioni sugli immobili di proprietà.

Il Congresso si conclude col saluto del Premier, il quale ha invitato sul palco, per i saluti e i ringraziamenti alle tante persone accorse all’evento, gli altri leader che hanno dato vita al Popolo della libertà: a partire dal coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini, per continuare con il ministro della Difesa ed ex reggente di An, Ignazio La Russa e passare al segretario della Dc per le autonomie, Gianfranco Rotondi, ad Alessandra Mussolini leader di Azione sociale, a Stefano Caldoro del Nuovo Psi. E ancora: Sandro Biasotti (Movimento per la Liguria), Sergio De Gregorio (Italiani nel mondo), Luciano Buonocore (Destra Libertaria), Mario Baccini (Cristiano popolari). Infine: Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’associazione dei circoli della libertà e Marcello Dell’Utri Presidente dei Circoli del Buongoverno.

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