Contrastare la crisi, progettare il futuro

Pubblico una mia lettera rivolta alla Cgil, in merito alla manifestazione organizzata dal sindacato del prossimo 4 aprile, unitamente alla video intervista, realizzata dal nostro inviato, a Maurizio Mazzilli, ex dipendente Alitalia.

“Cari amici e compagni,
aderisco con convinzione alla manifestazione nazionale “Contrastare la crisi, progettare il futuro” indetta dal vostro sindacato per il prossimo 4 aprile.
La crisi, infatti, colpisce soprattutto i settori popolari e, per questo, servono politiche determinate e di rapida attuazione. Occorre costruire coesione sociale e l’unità di intenti degli operatori economici e di tutti gli attori sociali.
Il governo, invece, come voi giustamente ricordate, parla d’altro; alimenta paure e risentimenti; fa appello ad istinti securitari; divide il Paese e le organizzazioni sindacali al fine di mascherare la propria mancanza di idee, di proposte, e soprattutto di un qualsiasi progetto per un modello di sviluppo diverso basato sulla riconversione ecologica della nostra economia.
Anzi, ripropone vecchie ricette antipopolari e dannose per l’ambiente come l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne, la revisione lassista delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il rilancio delle centrali nucleari obsolete di terza generazione, la cementificazione ulteriore del nostro territorio, mentre abbandona le misure sulla riqualificazione energetica degli immobili, taglia le spese per l’istruzione, l’università e la ricerca, e le risorse per gli enti locali.
Il governo, non contento di avere sbagliato manovra economica, prosegue nella sua linea di sottovalutazione della crisi, non si impegna nel sostegno alle PMI a partire dai loro problemi di liquidità, licenzia i precari del pubblico impiego, e non procede con mezzi sufficienti all’estensione di ammortizzatori sociali adeguati a tutti i lavoratori, ai Co.co.pro. e alle altre figure di lavoratori parasubordinati.
In questo quadro, l’accordo separato sul modello contrattuale (quello che ha escluso la Cgil) porterà ad una riduzione delle retribuzioni mentre, anche dal punto di vista macroeconomico, servirebbero politiche volte a favorirne l’incremento: la riduzione della quota del lavoro sul reddito nazionale è, infatti, una delle cause – e non l’ultima – della crisi economica attuale.
Come Italia dei Valori abbiamo proposto al Governo, con uno specifico ordine del giorno, di riaprire le trattative con la Cgil, e comunque di favorire l’indizione di un referendum tra i lavoratori sull’accordo di Palazzo Chigi.
Non contento di ciò il governo vuole porre pesanti limiti al diritto di sciopero. In una nostra mozione, poi, abbiamo, tra l’altro, invitato il Governo ad applicare il blocco dei licenziamenti e la distribuzione dell’orario di lavoro, al fine sia di preservare l’occupazione che il bagaglio di professionalità ed esperienze lavorative a vantaggio delle stesse imprese, proponendo che la differenza oraria sia a carico della Cig o di altri ammortizzatori sociali.
Per tutti questi motivi, siamo e continueremo a essere al vostro fianco per ottenere concreti risultati a favore dei ceti sempre più in difficoltà non solo per gli effetti della crisi ma per le politiche inadeguate e antipopolari di questo governo.

Fabio Evangelisti

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