Sanità  Clandestina – Perchè il Ministero dell’Interno paga l’assistenza sanitaria ai clandestini presenti in Italia?

di Carlo Verra – Presidente C.C.S.T. – Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

Non vogliamo entrare nella polemica riguardante la possibilità di denunciare i clandestini da parte dei medici del servizio pubblico. Al riguardo ci limitiamo a segnalare come per ben 47 malattie infettive esista già l’obbligo di denuncia da parte del medico (vedi D.M. del 15/12/1990) che deve segnalare alle ASL ed al Ministero della Sanità le generalità del cittadino straniero. È quindi già previsto l’obbligo dell’identificazione anziché una generica segnalazione di presenza (STP, straniero temporaneamente presente). Tantomeno vogliamo tornare a dibattere sul reato di clandestinità, sul quale ci siamo già pronunciati precedentemente.

Vogliamo viceversa far rilevare a tutta la classe politica quanto sia stridente il contrasto ideologico tra il rigore dichiarato verso l’invasione dei migranti e l’erogazione di somme ingentissime per il pagamento di prestazioni sanitarie a tutti gli stranieri presenti illegalmente in Italia.

Il Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (D.Lgs. n. 286 del 25 luglio 1998), approvato ai tempi del primo Governo Prodi, permette ai cittadini stranieri non in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno di usufruire di cure gratuite senza essere segnalati alle autorità. La stessa legge prevede che sia il Ministero dell'Interno a farsi carico economicamente dell'accesso ai servizi sanitari di questi cittadini extracomunitari clandestini. Da allora i costi di visite, esami, interventi chirurgici effettuati nelle strutture sanitarie su chi non ha il permesso di soggiorno sono sostenuti dal Ministero dell'Interno. I clandestini possono curarsi negli ospedali come chi è in regola. L' unica condizione è che si tratti di prestazioni urgenti e indifferibili, ma spesso l’urgenza è solo un escamotage per garantire l’assistenza sanitaria.

Tutte le prestazioni erogate e le giornate di degenza hanno un valore economico (espresso da uno specifico tariffario), che serve a determinare chi si accolla il costo della prestazione. Se un torinese, ad esempio, va a curarsi a Milano, la ASL torinese rimborserà quella milanese per la prestazione erogata al suo assistito. Nel caso che ad essere curato sia un immigrato irregolare, in prima battuta le spese sono pagate dall' azienda sanitaria dove questa persona vive. Alla fine dell'anno l'ASL calcola quanto ha speso per le cure dei clandestini e presenta il conto al Ministero dell'Interno, come previsto dalla legge del 1998. E le cifre sono ingentissime. Tanto per fare un esempio, solo nel 2005 il Ministero degli Interni doveva alla ASL di Firenze ben 11 milioni di Euro.

Ci domandiamo, e domandiamo al Ministro dell'Interno, perché le risorse che dovrebbero essere destinate alle Forze dell’Ordine vengono utilizzate per spese come l’assistenza sanitaria ai clandestini che sarebbero di competenza di altri istituti governativi. Noi cittadini contribuenti, preoccupati per la scarsità di mezzi per la sicurezza continuamente lamentata dalle Forze dell’Ordine, riteniamo che questa nostra legittima curiosità meriti una puntuale risposta dai nostri rappresentanti eletti.

L'articolo è stato pubblicato sul sito Internet del C.C.S.T. unitamente ad una selezione di documenti a dimostrazione di quanto segnalato.

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