“MIA DIVINA ELEONORA” E D’ANNUNZIO, SECONDO DANIELA MUSINI

Alla Dante dell’Aquila presentato il volume su Eleonora Duse dell’eclettica scrittrice-attrice abruzzese

L’AQUILA – Spumeggiante l’inizio di stagione della Dante dell’Aquila, in tutti i sensi. Ci sta proprio bene. Tra l’altro, il 2009 segna il 120° anniversario della Società, istituzione culturale fondata nel 1889 da un gruppo d’intellettuali guidati da Giosuè Carducci, da sempre tra le più prestigiose nella promozione e diffusione della lingua italiana nel mondo attraverso le sue centouno sedi in Italia e ben oltre quattrocento all’estero. Evento tutto speciale, dunque, quello promosso dal Comitato aquilano. Ricostituita un decennio fa dopo un periodo d’inattività grazie a Bruno Sabatini, medico scrittore poeta e pittore, la Dante aquilana ha preso poi il largo con una notevole fioritura di attività di grande rilievo culturale sotto la presidenza di Liliana Biondi, docente insigne nell’ateneo del capoluogo abruzzese. Dunque, questa iniziativa inaugurale della stagione s’incastona degnamente nella sua migliore tradizione. Non casuale la data, il 12 marzo, giorno di nascita di Gabriele D’Annunzio. Non indifferente l’anno, lungo il quale dal 2008 si stanno dispiegando diverse iniziative di rilievo per celebrare il 150° anniversario della nascita di Eleonora Duse e settantanni dalla morte del Vate. All’Aquila, per l’appunto, con un evento e con un’interprete d’eccezione, Daniela Musini, che delle due somme figure, l’una del teatro l’altra della letteratura italiana, è appassionata studiosa e sensibile interprete. Sicché anche per L’Aquila, città di colta tradizione drammatica, il giorno giusto è arrivato per la presentazione del volume “Mia Divina Eleonora”, pièce teatrale in due atti di Daniela Musini scritta nel 2003, più volte premiata – Premio Garcia Lorca di Torino, Coppa Sarah Ferrati 2008 per Autori di teatro, targa di bronzo al Premio Firenze – e di recente pubblicata per i tipi dell’Editore Ianieri di Pescara.

Qualificato ed attento il pubblico presente nella Sala delle Assemblee della Carispaq. La presidente della Dante, Liliana Biondi, inquadrato l’evento nel contesto delle richiamate celebrazioni, non ha mancato di sottolineare cosa abbiano rappresentato Eleonora Duse nella storia del teatro e Gabriele D’Annunzio nella storia della letteratura. “Con un’attenta ricerca di documenti – ha affermato Liliana Biondi commentando il testo teatrale – con sensibilità d’animo affine a quello della mitica artista, Daniela Musini ambienta il dramma in una stanza d’albergo di Pittsburgh, negli Usa, il giorno stesso della morte della Duse (il 21 aprile 1924), e ripercorre vicende, personaggi e persone che hanno segnato la vita umana e artistica dell’attrice, tra cui Arrigo Boito, Sarah Bernhardt e Gabriele D’Annunzio. Proprio quest’ultimo, nel dedicarle un esemplare delle sue Elegie romane, scrisse “Alla divina Eleonora Duse”. Affine, per ambientazione, all’Eleonora Duse di Mario Fratti, del 1967, tradotta dall’inglese nel 2007 da Emanuela Medoro a cura della Presidenza della Provincia dell’Aquila, Mia Divina Eleonora di Daniela Musini si caratterizza per la sensibilità della lettura, tutta femminile, dell’animo della Duse (il colloquio si svolge infatti tra la Duse e la fedele Madeleine), incline ai sentimenti e alla memoria”.

Dopo l’introduzione della Biondi, la presentazione del volume “Mia Divina Eleonora” è stata curata con dovizia d’argomenti filologici, storici, artistici e letterari da Flavia Stara, docente di Filosofia dell’Educazione all’Università di Macerata e socia della Dante del capoluogo abruzzese. Studi accademici in Pedagogia presso l’ateneo aquilano, laurea nel 1987, Flavia Stara ha poi conseguito due master negli Stati Uniti, dapprima al Boston College quindi all’Harvard University, in Lingue e Letterature Romanze. Ordinaria in discipline filosofiche, per la sua formazione la prof. Stara naviga con elegante padronanza nel mare delle letterature europee e degli Autori che le hanno maggiormente connotate. Ricca di riferimenti biografici e d’argomenti psicologici la sua comunicazione su Eleonora Duse, sulla traccia della voce dell’artista nei dialoghi della bella pièce della Musini, e quindi sulla vicenda umana, artistica e storica della più grande musa del teatro, attraverso la sua profonda e tormentata relazione sentimentale con Gabriele D’Annunzio. Davvero galeotto il libro della Musini, consentendoci di compiere un singolare viaggio dell’anima nella storia d’amore tra due personalità rilevanti dell’arte drammatica e della letteratura italiana, alimentatesi reciprocamente fino a raggiungere, l’una sulle scene l’altro nelle opere letterarie – romanzi, liriche e drammi – vette d’espressione senza pari. “Senza l’apporto della sua anima e della sua arte – scrive Daniela Musini nella nota introduttiva al volume – i capolavori teatrali dell’Imaginifico non sarebbero mai stati creati dalla sua pur fervida e versatile penna”. Lo ha confermato Flavia Stara, sottolineando come quello della Duse per D’Annunzio fosse veramente un grande amore, mai finito anche dopo la fine della relazione, durata otto anni dal 1896 al 1904. Altrettanto grande per il Vate, quell’amore, anche se vissuto a modo suo. Ne è d’altronde custode e testimone il Vittoriale a Gardone Riviera, dove D’Annunzio espose i ritratti di due sole donne: sua madre ed appunto Eleonora. Un testo teatrale ben scritto ed avvincente “Mia Divina Eleonora”. Vi si avverte, a parere di Flavia Stara, tutta la vicinanza spirituale dell’autrice alla Duse. Nell’opera della Musini, l’esteta D’Annunzio diventa un avventuriero. Egli che è mito, coltiva il mito e si esprime nella pièce con tutto il sapore decadente possibile, “mentre la Duse vive i suoi sentimenti d’amore con una sete di speranza assoluta, oppure di assoluta disperazione”.

Fin qui la presentazione. E già sarebbe bastato per una grande serata. Ma Daniela Musini non sarebbe stata se stessa, senza una sua performance. Donna dal “multiforme ingegno” avrebbe detto Omero, che si supera sempre e continuamente sperimenta, ella va oltre la scrittrice, la studiosa, la musicista, l’attrice, fino a diventare l’interprete sensibile, palpitante, sensuale, raffinata e vitale dei suoi personaggi. In questo caso di Gabriele D’Annunzio, con cui condivide l’Abruzzo come terra natale – Daniela Musini è nata a Roseto degli Abruzzi e vive a Pescara – con un’affezione profonda per la vita, le opere e l’estro straordinario del più fecondo scrittore del Novecento. Ecco dunque esprimersi l’interprete, un pianoforte che suona musiche di Debussy e Chopin in sottofondo, e Daniela Musini declamare versi dannunziani tratti dal suo “Omaggio all’Imaginifico”, uno spettacolo recital-concerto portato in giro per il mondo. Freme, la Musini, mentre recita le liriche dannunziane “Sera fiesolana”, e poi “L’onda”, poesia poco nota ma così ricca d’innovazioni linguistiche e d’acrobazie onomatopeiche così tipiche del Vate, quindi il capolavoro poetico “La pioggia nel pineto”. Palpita, la Musini, esprimendo con appassionato sentimento il senso più profondo della poetica dannunziana, vibrante e soffusa la voce dell’attrice mentre dispiega tutti i registri delle emozioni. Bella ed elegante, ammalia il pubblico, lo conquista con un’interpretazione che valica il virtuosismo e si conficca nell’anima. Una vera apoteosi di bravura, che si scioglie liberandosi in applausi scroscianti. Davvero una grande artista, Daniela Musini. Non si ferma all’epidermide la sua recitazione, muove con grazia ed intensità le corde più remote dell’anima. Una bella performance. Si sente che per lei D’Annunzio non è solo la scaturigine dei versi che declama, ma è l’essenza stessa del Poeta presente che palpita attraverso la sua voce. Una specie di metempsicosi, o qualcosa di assai prossimo.

Due lauree, in Lingue e Letterature straniere e in Lettere Moderne, musicista diplomata in pianoforte, alla verve creativa di scrittrice (I cento piaceri di D’Annunzio – Lucrezia Borgia. Misteri, intrighi e delitti) e di autrice teatrale (cinque i suoi testi per il teatro), Daniela Musini associa un formidabile talento d’attrice, anzi di interprete di rara sensibilità. Il tema della donna è quello che più l’intriga, anche nella sua attività in incontri e conferenze sulla poesia al femminile. Come pure sulla seduzione, con le donne più importanti nella storia: Cleopatra, Messalina, Lucrezia Borgia, Madame de Pompadour e Mata Hari, per citarne alcune. Attualmente sta appunto scrivendo una biografia di Messalina. “Self made woman”, Daniela Musini cura direttamente la programmazione, in Italia ed all’estero, dei propri recital e degli spettacoli teatrali. Con tre di essi sta girando il mondo: “Omaggio a l’Imaginifico”, dove l’attrice declama suggestivi brani tratti dalle più belle opere del Vate; “Amori e fulgori di Gabriele D’Annunzio”, in cui dà corpo e voce a sette donne, le più amate dal Poeta; infine “Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta”, lacerti dell’appassionata e tormentata relazione dello scrittore, drammaturgo e poeta con la Duse, la più grande attrice teatrale di tutti i tempi.

Queste sue tre produzioni Daniela Musini ha portato all’estero, negli Istituti italiani di Cultura di Istanbul, Berlino, Ankara, Kyoto, Varsavia, Colonia, L’Avana e Lione, con grandi successi di pubblico e critica. Prossime altre missioni culturali a San Pietroburgo, Amman, Lisbona e Seul. Poi di nuovo in Polonia, in occasione del 160° anniversario della morte di Chopin. A maggio Daniela Musini sarà di nuovo a L’Avana per un recital-concerto al Gran Teatro della capitale cubana, su invito del Ministero della Cultura d’intesa con l'Ambasciata italiana nello Stato caraibico che già lo scorso novembre volle l’artista per la Settimana della Cultura italiana. In occasione del suo prossimo recital all’Avana sarà apposta una targa commemorativa che ricorda il trionfo artistico di Eleonora Duse proprio in quel teatro, con “La città morta” di D'Annunzio, durante la sua ultima tournée, nel 1924. Per celebrare l’evento, la Musini porterà a Cuba il recital-concerto “Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta”, e reciterà in spagnolo. Tra i riconoscimenti tributati a Daniela Musini si citano il Premio Internazionale “Donna dell'anno 2008 per la Cultura”, a lei consegnato l’anno scorso a Lugano dall'Associazione Internazionale Universum, ed il Premio Internazionale “Adelaide Ristori”, conferitole per particolari meriti artistici e culturali in Campidoglio, a Roma. Dunque un’artista poliedrica e versatile, Daniela Musini, che porta nel mondo la cultura italiana attraverso la vita e le opere di Gabriele D’Annunzio, i suoi amori ed i suoi personaggi. Non mancando d’annotare, con orgoglio tutto abruzzese, che dopo Dante Alighieri è proprio Gabriele D’Annunzio lo scrittore più conosciuto all’estero. E del Vate lei è ormai la Musa più acclamata.

gopalmer@hotmail.com

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