L’impronta della politica

Ieri ho partecipato alla trasmissione di Rai 3 “Cominciamo bene” e si è parlato del nuovo sistema di votazione con impronta digitale che sarà utilizzato alla Camera dalla prossima settimana. E’ una vittoria di Italia dei Valori contro i pianisti. Alcuni deputati sono irriducibili e non hanno ancora voluto fornire le loro impronte digitali. Tra essi numerosi sono della Lega Nord.

Uno di loro, Salvini, giustifica il diniego con il fatto che al Parlamento Europeo non ce ne è bisogno. “Sfido che non ce ne è bisogno”. E’ un fatto di etica che purtroppo molti nostri deputati non sanno neppure cosa sia. Vi trascrivo un mio intervento durante la seduta del 10 febbraio scorso
ANTONIO BORGHESI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, la pregherei, nuovamente, di scandire bene quello che ha detto prima. Lei ha detto ognuno voti per sé, ma ho l'impressione che qualche collega abbia capito ognuno voti per tre (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania). La pregherei, quindi, di controllare e di scandire bene ciò che ha affermato (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
PRESIDENTE. Onorevole Borghesi, faremo anche lo spelling di quanto vogliamo richiamare.
Passiamo ai voti.
Ed è una vergogna poiché il voto per altri altera i risultati delle votazioni ed è una truffa ai danni dello Stato, tenuto conto che l’assenza dal voto comporta una decurtazione dell’indennità del deputato di circa 250 euro al giorno. Speriamo che chi fino ad oggi si è rifiutato di dare le proprie impronte vi sia obbligato dal Presidente della Camera.

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