Ponte sullo Stretto: se solo si fosse applicato l’articolo 28

In 38 anni leggo, che i vari funzionari, succedutisi dutante le legislazioni, avrebbero prodotto 14 mila pagine di documenti, migliaia di tavole, 11 volumi di lavori preparatori e 2 quintali di progetti. In altre parole, quasi un quarto di tutta l’immondizia napoletana, costata al contrinuente italiano 73 milioni d’euro. Secondo molti uno sperpero che ad un portoghese che in passato, ha assistito nel suo paese la nascvita del Ponte sul fiume Tago lungo 17 Km in soli 35 mesi farebbe venir da ridere. C’e’ da chiederci quando e’ stata l’ultima volta che in Italia si sia applicato l’articolo 28 della Costituzione: { I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici, sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amminastrative, degli atti compiuti in violazione di diritti.} E’ possibile che in 38 anni di sperperi non vi sia mai stato una sola violazione di qualche atto penale e civile individuale o collettivo? Stiamo parlando di 73 milioni, in Inglilterra, anche un po’ esagerando, con questa cifra avrebbero costruito un’intera citta’e in pochi anni. Io non provo nemmeno ad immaginare quanti nuovi scaffali, abbia dovuto costrire in piu’ il Ministero dell’Infrastrutture. Il fatto che dovrebbe far riflettere di piu’ il contribuente italiano non e’ tanto la violazione dell’articolo 28, di uno Stretto poi non necessariamente utile, ma la somma totale di circa 6 miliardi. Con questi eurini si sarebbe completato efficientemente la Salerno / Reggio Calabria, ammodernizzato tutte le super strade siciliane. Che poi in effetti trenta minuti d’attraversamento dello stretto avrebbe rilassato le gambe ai conducenti. Lo stretto servirebbe solo a far recuperare ai mezzi di trasporto 10 minuti e dimostrare al mondo intero che anche noi italiani siamo capaci di costruire ponti sull’acqua. E pensare che secoli fa bastava un solo uomo a risolvere il problema.

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