NERI (PD): Gaffe su desaparecidos, Berlusconi non vuole l’estradizione di Massera, compagno di loggia P2

“Sarebbe sbagliato considerare le parole di Berlusconi sui desaparecidos argentini solo come l’ennesimo capitolo di uno stupidario immorale e ignorante al quale il Presidente del Consiglio italiano ci ha abituato. Berlusconi, comunque, non vuole che vadano avanti i processi contro gli esponenti della dittatura argentina, molti dei quali suoi compagni di loggia P2, responsabili dello sterminio di un’intera generazione di giovani, oltre 30 mila, e tra questi 300 italiani e molti altri di origine italiana”. Così Luciano Neri (Coordinamento della Circoscrizione Estero del PD) il quale prosegue: “Berlusconi non vuole che vadano avanti i processi giudiziari perché ricostruiscono eventi criminosi rispetto ai quali furono gravi, colpevoli e corresponsabili le attività delle strutture diplomatico-consolari italiane del tempo a Buenos Aires. Così come lo furono settori italiani della finanza, dell’economia, della politica. Berlusconi non vuole che venga processato in Italia, per quello che potrebbe dire, il generale Massera, suo compagno di loggia p2. Il Governo non ha neppure ancora avanzato la richiesta di estradizione dei militari argentini condannati in via definitiva per l’assassinio di cittadini italiani”.
Luciano Neri, che in qualità di consigliere politico del Sottosegretariato per gli Italiani all’estero del governo dell’Ulivo nel 2000 seguì i processi contro i militari argentini, ricorda che “quando tentammo di rintracciare la documentazione presso il Consolato e l’Ambasciata di Buenos Aires, per meglio comprendere l’atteggiamento tenuto dalle autorità diplomatico-consolari italiane nel periodo della dittatura, ci siamo scontrati con un muro di omertà e con depistaggi inaccettabili in un sistema democratico. Assumere il passato, anche quello scomodo, rafforza la democrazia di un Paese. Ciò che abbiamo avuto nel corso dei decenni rispetto a queste vicende e alle connessioni di natura affaristica e criminosa tra l’Italia e l’Argentina dei militari, è la rimozione sistematica. E le motivazioni, comprensibili ma non accettabili – continua Luciano Neri -, sono ben spiegate nelle memorie di Enrico Calamai, giovane e coraggioso console a Buenos Aires in quel periodo. A rafforzare la preoccupazione e ad impedire chiarezza sono anche presenze inopportune nella rappresentanza diplomatica consolare italiana a Buenos Aires, nonché il sostegno da parte di Berlusconi a personaggi che non hanno mai chiarito il ruolo avuto in quel periodo, come Esteban Caselli fatto eleggere dalla destra alla Camera dei Deputati italiana. Inoltre, solo pochi giorni fa e senza sentire, come prassi, il parere dell’associazionismo locale, la Farnesina ha nominato Console onorario di San Isidro (Buenos Aires) Valeria Sangregorio, figlia di Eugenio Sangregorio, banditore (come lui si definisce) di origine calabrese, mediatore, imprenditore immobiliare ed edile, proprietario di una miriade di sale bingo in Argentina e in Italia, nonché vice-presidente del partito berlusconiano di Caselli in Argentina: El Pueblo de la Libertad. Una nomina, quella della figlia di Sangregorio, che configura una evidente incompatibilità morale e ambientale che deve essere ritirata e affrontata ricercando, con trasparenza e correttezza, il consenso delle associazioni del distretto consolare di riferimento”. “Così come una volta per tutte deve essere affrontata, e rimossa, la incompatibilità di una presenza, come quella del console Curcio, che per la sua contiguità con specifici ambienti e persone compromette il principio di imparzialità e di autorevolezza che deve contraddistinguere l’immagine e l’impegno di qualsiasi diplomatico italiano all’estero”. Su questa vicenda Luciano Neri e il deputato del Partito Democratico Fabio Porta hanno scritto una lettera per chiedere chiarimenti alla responsabile della Direzione Generale degli Italiani all’Estero Ministro Carla Zappetti. Richiesta di chiarimento che l’On Porta ha esteso anche in sede parlamentare con una specifica interrogazione al Ministro degli Esteri.

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