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Salvaguardato il fondo per i lavoratori frontalieri

In seguito all’intervento del Senatore Micheloni di ieri in aula del Senato, non è stato accolto l’emendamento presentato dalla Lega che voleva fare un uso improprio del fondo istituito dalla legge n. 147 del 1997 destinato agli ammortizzatori sociali dei lavoratori frontalieri.

La Lega, nel quadro del cosiddetto decreto milleproroghe, aveva presentato un emendamento che prevedeva un’appropriazione indebita di quel fondo. Un fondo che viene alimentato da trattenute sui salari dei lavoratori frontalieri e che oggi comprende oltre 350 milioni di Euro. La Lega ha cercato di propinare la sua proposta come intervento nell'interesse dei Comuni e delle Province di Sondrio, Como, Varese e Verbano-Cusio-Ossola, proponendo in realtà il furto dei contributi dei lavoratori frontalieri.

Oggi, nel provvedimento (ddl n. 1305) di conversione in legge del decreto-legge n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti (maxiemendamento), sul quale il Governo ha posto la fiducia, non è stato accolto l’emendamento della Lega, salvaguardando così il fondo per i lavoratori frontalieri.

Di seguito si riporta l’intervento integrale in merito alla questione, tenuto dal Senatore Micheloni in aula, ieri 10 febbraio 2009:

Intervento del Sen. Micheloni, tenuto in aula martedì 10 febbraio 2009

MICHELONI (PD). Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché questa mattina ho ascoltato l'intervento del collega della Lega Rizzi. Vorrei attirare l'attenzione del Governo sull'effetto devastante e sul vero contenuto dell'emendamento che ha illustrato il collega Rizzi.
Questa mattina egli ci ha presentato come una buona idea l'utilizzo dei fondi della legge n. 147 del 1997, da mettere a disposizione delle Province e dei Comuni penso della zona frontaliera. Bisogna sapere – e lo voglio ricordare al Governo – che il fondo istituito dalla legge n. 147 è alimentato da trattenute sui salari dei lavoratori frontalieri; non si tratta di un regalo della cassa svizzera all'INPS per alimentare il conto della legge n. 147. Oggi quel capitolo contiene oltre 350 milioni di euro; quei soldi sono destinati, secondo quanto prevede la legge n. 147, a pagare i periodi di disoccupazione dei lavoratori frontalieri.
È stato detto questa mattina dal collega Rizzi che, dal 1º giugno, la Svizzera pagherà direttamente gli indennizzi di disoccupazione, in seguito agli accordi bilaterali con l'Unione europea. Così non è. Oggi la legge n. 147, alimentata – ripeto – non dalle casse italiane, ma dal lavoro e dalle trattenute sugli stipendi dei lavoratori frontalieri, prevede un indennizzo del 50 per cento dell'ultimo salario per 12 mesi. Dal 1° giugno di quest'anno, con gli accordi tra la Svizzera e l'Unione europea, la Svizzera verserà ai lavoratori frontalieri disoccupati l'85 per cento del 50 per cento dell'indennizzo italiano, non del loro ultimo stipendio (cioè i soldi per comperare forse le sigarette), e per soli tre mesi.
Questo è uno degli errori commessi nelle trattative con l'Unione europea. Ci sono diversi punti che il nostro Governo (il Governo dell'epoca) non ha trattato correttamente. Vorrei ricordare al Governo che gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'Unione europea prevedono la possibilità di correggere errori di questo tipo in trattati bilaterali. Sarebbe pertanto opportuno che il nostro Governo intervenisse nei confronti della Svizzera per rivedere l'applicazione di questo accordo.
Ciò che però è assolutamente inaccettabile è presentare questo come un intervento nell'interesse dei Comuni e delle Province di quella Regione, proponendo in realtà il furto – non c'è altra parola – dei contributi dei lavoratori frontalieri. In un momento di crisi (sappiamo che il Canton Ticino è uno dei cantoni svizzeri più colpiti dalla crisi), noi colpiamo in queste condizioni i lavoratori frontalieri, che saranno i primi e quelli più pesantemente colpiti dalla crisi. State attenti con il populismo e con il vostro modo di affrontare i problemi. Questi sono cittadini italiani, nel mio modo di vedere le cose; ma credo che, anche nel vostro delirio, sono cittadini padani, perché vivono su quel territorio. Vorrei attirare l'attenzione del Governo su questo problema.
Vorrei inoltre segnalare al Capogruppo della Lega, che questa mattina si è offeso per il fatto che un organo di stampa importante del nostro Paese ha definito leggi razziali alcune oscenità che la Lega ha imposto a questa maggioranza nel disegno di legge sulla sicurezza, che questa norma è una norma latrocinio. Chiedo al Governo di stare estremamente attento in questa fase, su questo emendamento che è stato presentato in modo così costruttivo e che è stato sostenuto in un ordine del giorno che la Commissione ha accolto, e ciò mi sembra un po' superficiale da parte della Commissione.
Vorrei attirare l'attenzione sul fatto che c'è anche un altro emendamento, che ho presentato. In teoria, in un Paese normale non avrei dovuto presentarlo, perché esso chiede semplicemente di rispettare la legge n. 147 del 1997, e di lasciare questi fondi a disposizione per l'utilizzo per il quale sono stati creati e per versare i contributi di questa cassa di disoccupazione ai lavoratori frontalieri. Desidero altresì ricordare che, nell'ultima legislatura, i sindacati dei frontalieri vennero in Senato ad incontrare il Comitato per le questioni degli italiani all'estero e già all'epoca avevano segnalato il problema del cambiamento di regime e dell'utilizzo di tali fondi.
Dunque, il mio intervento non vuole essere altro che un appello al Governo per evitare che si cada in questa che definirei una trappola della Lega, in quanto in realtà è un furto di oltre 350 milioni di euro dei contributi dei lavoratori frontalieri e non un regalo della Confederazione elvetica.

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