Olimpiade della lingua italiana in Sassonia

La Prima Olimpiade della Lingua Italiana in Germania non si è tenuta a Berlino. Neppure a Monaco o Francoforte o Colonia. Ma nella Lusazia superiore, per gli studenti di italiano di Bautzen, Zittau e Dresda.

Un’Olimpiade è una manifestazione sportiva cui partecipano atleti provenienti da ogni nazione. Inoltre, si dice che l’importante sia partecipare, ma ogni atleta desidera salire sul podio ed essere il primo al traguardo. E, non di rado, viene usato ogni mezzo pur di raggiungere lo scopo. Persino il doping.
Ma esiste un altro genere di Olimpiade. Qualche settimana fa mi è giunta notizia che si stava preparando la Prima Olimpiade della Lingua Italiana in Germania. Non a Berlino. Non a Monaco, neppure a Francoforte o Colonia. Ma nella Lusazia superiore, per gli studenti di italiano di Bautzen, Zittau e Dresda. In una regione della Germania che, dal 1600 e per tutto il 1800, divenne una vera e propria «colonia culturale italiana» con pittori, stuccatori, architetti, scrittori, poeti, ballerini, cantanti e musicisti insediati a Dresda, la «Firenze dell’Elba».
Questa prima Olimpiade della Lingua italiana dimostra come le istituzioni della Sassonia cerchino di mantenere fili storici e culturali tra questa regione e la Penisola, contando sull’interesse di chi si è avvicinato all’idioma italico e sull’impegno dei docenti. Ora che questa manifestazione, grazie al volontariato e ad alcuni sponsor, tra i quali l’editore Ernst Klett, si è conclusa, è possibile stilare un resoconto e un primo rapporto, prevedendo positivi futuri sviluppi.
Per Iris Bellmann (39 anni) si tratta di un «avvenimento eccezionale vissuto in una atmosfera festosa e amichevole». E a leggere alcuni resoconti c’è da crederle. Gli «olimpionici» sono giunti nel paesino di Rosenhain (letteralmente: boschetto delle rose), nei pressi Löbau in Sassonia. «Sono più di sessanta, compresi tra gli undici e i sessant’anni», racconta sempre la signora Bellmann. Ci sono giornalisti e fotografi. Giudici di gara e spettatori. Tra i giudici di gara l’insegnante Lara Toschi, Università di Dresda; Katrin Delitz dell’Università Popolare e il dottor Cristiano Marcellino del Politecnico di Görlitz-Zittau. Il dottor Marcellino, giunto in Sassonia circa quattro anni fa da Roma, tra l’altro, è l’iniziatore dell’evento.
I partecipanti all’Olimpiade sono stati divisi in tre gruppi: principianti, categoria media, avanzati. Distribuiti i test, ogni partecipante deve curare sia la velocità che la correttezza delle risposte. In una seconda fase seguirà un colloquio in italiano con gli insegnanti.
Nel silenzio assoluto ognuno dà il meglio. Teste curve. Concentrazione massima. Penne che scivolano sulla carta. All’ora di pranzo, mentre gli «atleti» gustano specialità italiane (minestrone, diversi tipi di pasta e sughi, antipasti, olive e fragrante pane italico) preparate da Tilo Riedel di Demitz-Thumitz, discutendo della «gara», gli arbitri passano alla correzione e valutazione dei compiti.
Per i principanti ha vinto Iris Bellmann di Sohland; per la categoria media Katrin Odia, 35 anni e residente a Bautzen; per i partecipanti dei corsi avanzati il primo posto è di Flora Lindner, 25 anni di Zittau. Tutti i vincitori, compresi tra il primo e il terzo posto, hanno ricevuto materiali didattici offerti dalla casa editrice Ernst Klett.
La prima Olimpiade della lingua italiana della Lusazia superiore, rivolta agli «interessati della lingua di Dante, è stato un vero successo anche le istituzioni tedesche», riferisce Katrin Delitz, aggiungendo che partiranno nuovi corsi quanto prima. Tra i partecipanti si raccolgono, oltre ai positivi commenti, le ragioni che li hanno portati a studiare questa lingua. Racconta Bernd Rieser, 66 anni da Singwitz: «Mi sono messo a studiare perché ho amici e conoscenti in Italia che non conoscono il tedesco». E aggiunge: «Per noi studenti questo evento è stato un arricchimento e una esperienza che ci sprona a continuare a lavorare sulle nostre conoscenze».
Christine Schuster, 62 anni e residente a Oppach, studia e si esercita per via del «parentado» italiano. Mentre Günther Robin, ventitreenne da Oybin, si sta impegnando al massimo in quanto desidera «trasferirisi» in Toscana.
La manifestazione, ideata dal dottor Marcellino, si è conclusa con la raccolta di 650 euro da destinare a Medici senza Frontiere (MSF), l’organizzazione medico-umanitaria creata da medici e giornalisti nel 1971 e premio Nobel per la Pace nel 1999.
Prima di lasciare Rosenhain, studenti e organizzatori si sono dati appuntamento alla prossima Olimpiade. Non fra quattro anni, ma nel 2010.

Luigi Rossi

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