Discoteca o Centro Sociale? Pre-cauzioni per l’uso

Pongo questa cretina domanda volutamente. Al centro sociale che si fa e chi ci va? Questa è la risposta “migliore” che ho trovato in rete: “I centri sociali sono luoghi d’incontro per tutta la peggio feccia dell’umanità e servono principalmente per lo scambio e il consumo di droghe”.
Non credo valga la pena porre la stessa domanda per la discoteca…malgrado le risse, le ansie famigliari da ritorno, gli incidenti…in itinere. Le banalità si susseguono ma non sono tanto banali le misure di controllo e repressione che negli ultimi anni invitano a spaziare su uno schermo come in Facebook o nelle migliaia di chat e forum: almeno il ragazzo la figlia sta a casa e nella vita reale lo si controlla.
Cosa fa scattare il meccanismo di una chiusura di un centro sociale, come il COX 18 ad esempio?

Cosa fa scattare il meccanismo dell’apertura di una discoteca?
Chi fa soldi e clienti?
Chi lucra sulle menti e sui corpi?
Arriva una notizia per la segnalazione di un amico, che assiste dal Sud alla metodica cancellazione della storia migliore della sinistra, quella fatta da noi e non dai partiti, su fino al Nord e mi scrive: “cerca di diffondere la notizia e sopratutto che vi è a Palazzo Marino (al comune) un presidio permanente…A qualcuno invece è arrivata una mail accorata da Maysa Moroni, figlia di Primo: “In questo momento stanno sgomberando COX 18 con la Calusca e l’archivio immenso di mio padre di cui stanno tentando il sequestro. L’archivio è proprietà privata mia e di mia madre. Chiunque tu conosca a Milano che sappia chi era mio padre digli di andare lì, avvocati, giornalisti, semplici persone. Qualunque tipo di visibilità tu pensi di poter dare a questa storia sarà da me apprezzata infinitamente”. Scelgo quindi questa.

“Il Cox 18, meglio conosciuto come Conchetta, è uno storico spazio sociale milanese nella zona dei Navigli e ospita la libreria Calusca, dov’è custodito l’intero archivio di Primo Moroni, vera e propria memoria storica della sinistra milanese. Ha resistito per 33 anni, fino al blitz di questa mattina, quando il Comune ha deciso di riprenderselo con la forza. Del resto, la giunta Moratti, in particolare con il vicesindaco di An Riccardo De Corato, non ha mai fatto mistero di voler chiudere i centri sociali per normalizzare la città in vista dell’Expo del 2015. Cosa che era già avvenuta con alcuni “centri” minori. Nel panorama milanese Conchetta rappresentava tuttora uno dei luoghi più vivi e frequentati, fosse anche solo per bere una birra o ascoltare musica o andare a comprare qualcosa al mercatino biologico”.
Spiego meglio e mi servo di quel gran motore di Indymedia, perchè oltre allo sgombero del Cox 18, c’è anche il rischio fortissimo che vada a disperdersi quanto creato dall’ Archivio Primo Moroni :…

la Libreria Calusca, fondata da Moroni nel 1971, è stata sin dai suoi inizi un crocevia di innumerevoli percorsi di elaborazione teorica, controinformazione, controculture, pratiche sociali non omologate. Così anche quando, nel 1992, la libreria ha preso il nome di “Calusca City Lights”: è allora che si è aperta alla convivenza con i giovani dello spazio occupato di Cox 18, che vi esprimevano nuove soggettività e forme di lotta, e con i ragazzi e le ragazze della Shake Edizioni Underground, che nel Centro portavano la propria esperienza punk, poi cyberpunk e cyberfemminista. Qui in Conchetta, la Calusca di Primo ha proseguito la sua funzione di connettore tra costellazioni, traiettorie e modi d’essere financo divergenti, di sensore delle soggettività e dei cambiamenti sociali, facendosi spazio condiviso, tale da oltrepassare radicalmente la dimensione del “negozio di libri” e del “consumo culturale”.Tutto questo, con lo spessore di incontri reali, di vite con-vissute, costituisce l’humus e dà respiro al molto che resta della biblioteca di Primo”.
E veniamo a chi è Primo Moroni : Primo Moroni e la luna sotto casa: “Primo Moroni è stato scrittore, libraio e intellettuale italiano, punto di riferimento della sinistra extraparlamentare, punk anarchici e sindacalismo di base fino a tutti gli anni Novanta (nato a Milano nel 1936, vi morì nel ‘98). È anche coautore, con John N. Martin, del libro “La luna sotto casa. Milano tra rivolta esistenziale e movimenti politici” una storia sociale di Milano dal secondo dopoguerra alla fine degli anni Ottanta raccontata attraverso una serie di vicende politiche ed esistenziali. In questo video Moroni parla di periferie, disagi e luoghi di aggregazione (da YouTube)
Mi rivolgo un po’ a tutte e a tutti, anche a quelli che in discoteca o in un centro sociale non ci hanno messo mai piede o solo saltuariamente. La stampa cartacea e on line, i Media diciamo, oggi dibattono tramite la voce dei nostri lungimiranti rappresentanti municipali e al Parlamento, se sia giusto far pregare davanti ad un monumento o a un luogo di culto.
Non sarò io laica a dare sostegno a chi costruisce o anima luoghi di culto e potere e abusa della credulità e della speranza di un popolo.
Ma a quanto pare la discoteca E’ un luogo di culto, dove si consuma la celebrazione di una forma, che diventa a tal punto sostanza, che qualcuno decide se sono giusta o giusto, per entrare o no, e si paga e si consuma di tutto.
A Milano, il problema attuale è che al Duomo hanno pregato buttati ginocchioni fedeli all’Islam, stessa cosa hanno fatto per pochi minuti al Colosseo durante la manifestazione per la Palestina il 17 gennaio e il Tempo titolava:I musulmani invadono Roma e pregano vicino al Colosseo.

Quel giorno non ci sono stati incidenti di percorso, vetrine infrante, bandiere bruciate, aggressioni, lacrimogeni e consimili.
Ma in maniera preventiva e perfettamente in linea con il Trattato di Lisbona come questo video illustra, si previene e si studiano congiuntamente, misure e pre-cauzioni per quelle manifestazioni che via via saranno autorizzate.
E allora passa non in secondo piano ma scompare la notizia che il COX 18 viene CHIUSO e che un manipolo di qualche centinaio di “facinorosi” si sta opponendo alle forze dell’ Ordine, a Milano. A chi da fastidio che esista un centro sociale e chi ci sta dentro? Cosa sottrae, cosa ruba e a chi?
Allora più che riporre la domanda-discoteca o centro sociale- vi chiedo se è possibile rimanere con i piedi per terra e capire che la libertà sta scivolando via…anche attraverso uno sgombero.
Doriana Goracci

La canta Pierangelo Bertoli la Libertà

La luna è sotto casa, ma non la prenderò;
non cerco la fortuna che un giorno mi lasciò;
non mi appartiene il sogno, non cerco falsità:
la vita è una battaglia fatta per la verità.
Ti lascio ai tuoi pensieri, ai tuoi santoni indù,
ai mondi di parole, al vuoto che vuoi tu;
ai tuoi guerrieri pazzi che dormono con te,
che corrono sull’erba di un giardino che non c’è.
Mi hai chiesto di venire nel tuo castello blu
con gli occhi nelle tasche, coi piedi sotto in su;
ho fatto del mio meglio per stare insieme a te,
ma tu facevi tutto per non stare insieme a me.
La tua foresta muta non dà la libertà,
la voce si è smarrita, ma un giorno parlerà;
e sopra alle tue spalle la polvere cadrà,
vorrai tornare indietro, ma ritorno non sarà.
La luna è sotto casa, ed io la lascio a te:
se cerco qualche cosa la voglio perché c’è;
ti lascio ai tuoi guerrieri, ai tuoi santoni indù,
ai dogmi di una fede tra il suicidio e la virtù.
E non m’importa niente se un giorno soffrirai,
se a furia di sognare tu ti distruggerai:
sei polvere, sei neve, hai solo falsità;
io ho una cosa grande, lotto per la libertà.
Pierangelo Bertoli

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