Strade di Atene

Nel terzo secolo avanti Cristo il periegeta Eraclide Critico intraprese un viaggio nei centri urbani più importanti di Grecia descrivendo le sue esperienze nel trattato Sulle città, di cui non ci sono rimasti che frammenti. Uno di questi ultimi riguarda Atene, la città che sia i greci sia, in seguito, i romani consideravano il centro culturale del mondo, e che con la sua storia aveva lasciato in eredità un patrimonio inestimabile di sapere e di civiltà. Ma quale sorpresa attendeva il viaggiatore, evidentemente avvezzo alle nuove istanze urbanistiche propugnate dagli architetti dell’età ellenistica! L’antica città di Solone infatti si presentava come un dedalo intricato di viuzze maleodoranti e un agglomerato di quartieri posti uno accanto all’altro senza l’ombra di una qualsiasi pianificazione, che indusse il nostro viaggiatore a domandarsi se quella fosse davvero la gloriosa città di Pericle, di Platone e dei tragediografi. Il frammento di Eraclide, che si affianca a un’altra cinquantina di descrizioni della topografia di Atene, dimostra che spesso la grandiosità e la razionalità dell’impianto urbanistico non sono per forza di cose riflesso dell’importanza reale di una città – gli ateniesi stessi, del resto, quando dicevano “Atene” intendevano più il complesso degli abitanti della polis, ossia il demos, che non gli edifici e i monumenti che la costituivano. D’altro canto, chiunque oggi desiderasse rendersi conto dell’antica realtà topografica ateniese, dovrebbe in primo luogo fare i conti con lo sviluppo conosciuto dalla città negli ultimi centocinquant’anni, non meno tormentati dell’età antica sotto il profilo architettonico e urbanistico, e ricorrere a tutto il proprio intuito per cercare anche soltanto di immaginare l’identikit urbanistico dell’Atene classica. Negli ultimi anni tuttavia si assiste a un avanzamento notevole degli studi di topografia dell’Atene antica mentre i lavori legati all’unificazione dei siti archeologici hanno reso più leggibile che in passato alcuni punti del centro della città, in particolare i quartieri a sud dell’Acropoli.
In questo lavoro risulta insostituibile il contributo di studiosi sia greci sia stranieri. Tra questi ultimi, uno dei più rilevanti va senz’altro considerato quello di Laura Ficuciello, classe 1969, che dopo aver conseguito la laurea e il dottorato presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, ed essersi specializzata in Archeologia classica presso l’Università di Firenze, nel 2005 ha fruito di una borsa di perfezionamento presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene, dove ha fatto parte del gruppo di ricerca che da sette anni lavora sulla topografia di Atene con il coordinamento di Emanuele Greco, direttore della Scuola stessa. Il frutto di queste fatiche è contenuto nel volume Le strade di Atene, un’edizione della Scuola Archeologica Italiana di Atene pubblicata dall’editore Pandemos. Come sottolinea Emanuele Greco nella prefazione all’opera, Laura Ficuciello “ha raccolto un’abbondante documentazione letteraria ed epigrafica”, che insieme alla rilettura dei dati già disponibili, sono andati a costituire “una banca dati sulle strade di Atene che fino a oggi mancava”. Greco sottolinea altresì il fatto che il lavoro della Ficuciello costituisce un punto di riferimento imprescindibile per i futuri lavori di topografia dell’Atene classica. Ma oltre alla qualità dell’impegno scientifico, lo studio della Ficuciello è dotato altresì del pregio della sintesi e della capacità di rendere avvincente anche per il lettore profano un campo di studi estremamente specialistico. Infatti, sfogliando le pagine del libro, il lettore anche non specialista, e soprattutto quello che ha dimestichezza con l’Atene moderna, grazie alla nitidezza linguistica e alla lividezza stilistica dell’autrice dello studio, ha l’impressione di trovarsi tra le strade e i crocicchi dell’Atene antica, che giace accanto e sotto quella moderna, pronta per essere scoperta.

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