Ordine avvocati, slitta lÂ’udienza per lo sfratto dalla Cassazione

È approdata, seppur con un rinvio, allÂ’attenzione del Tar la vicenda relativa allÂ’intimato sfratto del Consiglio dellÂ’ordine degli avvocati di locali che occupa allÂ’interno del palazzo di giustizia di piazza Cavour, sede della Cassazione. LÂ’organo di rappresentanza degli avvocati capitolini ha infatti presentato ricorso ai giudici amministrativi per lÂ’annullamento del provvedimento del direttore dellÂ’agenzia del demanio del 30 settembre scorso con il quale si è intimato al Consiglio di rilasciare entro il 31 dicembre 2008 i locali istituzionalmente occupati allÂ’interno del palazzo di giustizia, con lÂ’avvertimento che, in difetto di ottemperanza, si darà corso al procedimento di rilascio del bene in via amministrativa ed alla richiesta di indennizzo per lÂ’occupazione dello stesso, determinato in 20 mila euro. Prevista per ieri lÂ’udienza per la discussione della sospensiva che però è stata rinviata al 25 marzo quando si procederà ad esaminare la questione anche nel merito. Intanto il Consiglio potrà continuare ad occupare detti locali. «DÂ’intesa con lÂ’avvocatura generale dello Stato è stata rinviata la questione nel merito – ha detto lÂ’avvocato Paolo Berruti che rappresenta il Consiglio dellÂ’ ordine degli avvocati – nella speranza di trovare unÂ’intesa con il presidente della Cassazione, Siamo nel palazzo di giustizia dal 1911 e abbiamo diritto di rimanere lì». I ricorrenti, tra lÂ’altro, lamentano che motivazione adotta nel provvedimento del demanio si basa, tra lÂ’altro, su un assunto «equivoco, consistente sullÂ’ affermazione apodittica di una non meglio precisata esigenza della Corte di Cassazione di disporre di spazi ulteriori allÂ’interno del palazzo di giustizia».
«Dopo aver dato impulso al procedimento per il rilascio in via amministrativa dèi locali consiliari, – si legge nel ricorso – lÂ’agenzia del demanio non ha svolto alcun tipo di accertamento istruttorio finalizzato a verificare la presenza di spazi ulteriori e diversi allÂ’interno del palazzo di giustizia».

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