Dal nostro Presidente del Consiglio ricercare le ragioni a sostegno di Hamas

di Dario Ghezzi

L’ex Ministro degli Esteri on. Massimo d’Alema, suscitando l’indignazione quasi generale dei partiti soprattutto del Popolo della Libertà per bocca del suo capogruppo alla Camera On. Bocchino, ha detto che non è possibile evitare di parlamentare con Hamas dal momento che ha vinto le elezioni politiche.

La posizione, dovrebbe saperlo l’on. D’Alema, è quella del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi. Sono anni che il Cavaliere si sforza di far capire, ad una opposizione a lui nemica giurata, che chi vince le elezioni è intoccabile e che il suffragio popolare è l’indice primo ed ultimo della democrazia.

Riconosca l’ex ministro che questa posizione è un punto imprescindibile dell’esercizio della democrazia del quale si è fatto interprete, prima di lui, l’attuale Presidente del Consiglio.

Ciò nonostante, non si comprende come mai il Popolo della Libertà rinneghi questo diritto tante volte predicato e non lo applichi anche alla posizione di Hamas nel conflitto israelo-palestinese di questi giorni. Non si capisce come mai non si faccia interprete presso le massime autorità politiche israeliane di non violare la “sacralità” questo principio.

Verrebbe dunque il dubbio sulla validità del postulato: suffragio=intoccabilità. Viene subito alla mente che un suffragio potrebbe essere anche assolutamente negativo. Si pensi a quello epico sulla scelta di Barabba a Cristo. Anche in quella occasione l’esercizio della scelta fu assolutamente democratico ma decisamente sbagliato ed infausto.

Ora, o si ammette che il suffragio elettorale sancisce una verità incontrovertibile positiva, oppure bisogna andarci cauti anche con le scelte all’unanimità perché non garantiscono affatto la giustezza delle scelte.

Delle due opzioni l’una. Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema non sono d’accordo neanche quando sostengono la stessa cosa?

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