LA MIA CASA COLPITA DA UN MISSILE ARRIVATO DA GAZA

Diario di guerra

LA TESTIMONIANZA DI UNA ITALIANA IN UN KIBBUZ NEL SUD D'ISRAELE

Eravamo nel sotteraneo della sala da pranzo di casa mia e non nella sala da pranzo del kibbutz che era stata colpita da un missile e non si voleva esporre la gente inutilmente. Erano le 12.50 abbiamo sentito l'allarme e subito dopo uno scoppio molto forte. Ci siamo detti – questa volta era molto vicino! Dopo qualche minuto mi dicono guarda che era dietro casa tua. Non e` difficile immaginare cosa ho visto, sono salita di corsa a casa, tutta una salita, la mia solita bici che uso ogni giorno era rimasta a casa, perché oggi pioveva. Quello che avevo immaginato era niente in confronto di quello che ho visto, la casa piena di vetri, il sofa`, il tappeto, tutti gli scaffali, i lampadari completamente massacrati, le tendine che avevo cucito con tanto amore, tutte bucherellate, il soffitto bucato dalle schegge e l'aria condizionata rovinata. Il primo a arrivare e` stato mio figlio Yoel che e` sta valutando i danni, ma poi c'erano molti amici, l'infermiera, altri funzionari del kibbutz e io li impalata con le lacrime agli occhi dicendo a tutti, ringrazio Iddio che mi ha salvato la vita a me e a mio marito, ma le lacrime continuavano a sgorgare… quando mi viene incontro una giovane sconosciuta, si presenta, “sono una giornalista posso farti qualche domanda?” un funzionario mi dice che posso rifiutarmi, ma io voglio rispondere! Le racconto la mia vita, sono nipote del famoso professore Cassuto, ho passato la Shoa` in Italia, ho perso mio padre nei campi di sterminio, e mia madre tornata dall'inferno e` stata ammazzata dagli Arabi prima della guerra d'indipendenza e il mio figlio primogenito e` caduto come paracadutista in Libano 30 anni fa, cosa vuole questo Hamas da me? Sono 8 anni che subiamo questi attacchi, non siamo piu` nel ghetto, siamo persone libere. Mi chiedo perche` il nostro governo s'e` ricordato ad agire solo ora? Ho continuato anche col secondo reporter che mi ha fatto domande, mi hanno fotografato per tutti i giornali, cosi` com'ero con le lacrime agli occhi.
I miei amici qui hanno mandato tre ragazzi sui vent’anni che hanno cercato di levare più vetri che potevano, poi siamo rimasti noi con i

figli le nuore un nipote grande e tutti insieme abbiamo fatto pulizia. Un amico che ha delle serre di fiori ha mandato i suoi operai per

chiudere le nostre finestre con la plastica. Ora la mia casa ha ripreso un po' della sua immagine di prima, fa freddo, ma il nostro cuore e`

colmo di gratitudine per tutti gli amici che ci hanno circondato e aiutato e al Signore che ci ha salvato.

Susanna Cassuto Evron (temporaneamente evacuata a Gerusalemme)

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