Due proposte semplici

Occorre colpire le oligarchie dirigenti dei partiti e la casta dei politici che lucrano sull'antipolitica

di Felice Besostri

In Abruzzo la partecipazione elettorale è stata di poco superiore alla maggioranza assoluta degli aventi diritto.
Se, però, fosse stata anche inferiore al 50% non sarebbe successo nulla, si sarebbe comunque rinnovato l’intero Consiglio Regionale e sarebbe stato eletto un Presidente della Regione.
In un certo senso per i partiti ed i loro candidati meno elettori partecipano, meno voti servono per essere eletti o vincere le elezioni.
Non è così per le amministrazioni comunali, nelle quali, grazie all’art. 71 c. 10 del D.Lgs. 267/2000, in caso di partecipazione inferiore al 50% degli aventi diritto impone di ripetere le elezioni, nel caso di una sola lista ammessa. Per le liste bloccate vi è la stessa mancanza di libertà di scelta degli elettori.
Bisogna dar peso e voce agli astenuti e alle schede bianche, prevedendo anche per le elezioni provinciali e regionali un quorum minimo di partecipazione, anche nel caso di più liste concorrenti, con l’obbligo di reindire le elezioni, con esclusione dei candidati alla Presidenza e dei capilista.
Non si obietti con l’argomento del costo di nuove elezioni: avere una classe politica che riscuote la fiducia dei cittadini è più importante.
In effetti c’è un’altra soluzione, fissato nel 20% una percentuale fisiologica di astensione, una percentuale maggiore di non votanti comporta una proporzionale riduzione degli eleggibili.
Non c’è altro modo per colpire le oligarchie dirigenti dei partiti e la casta dei politici: ci sarebbe una spinta obiettiva a scegliere i migliori candidati e per questi di suscitare entusiasmo e partecipazione dei cittadini.
Una tale norma è tanto più necessaria quanto più si estenderanno le liste bloccate. Se i cittadini non possono scegliersi i propri rappresentanti, che almeno possano mandare a casa quelli scelti in base a pure logiche di partito o clientelari.

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