L’ON. BUCCHINO CHIEDE AL MINISTRO MARONI MAGGIORE VIGILANZA CONTRO GLI ATTI DI RAZZISMO E INTOLLERANZA RELIGIOSA

Gli atti di xenofobia, discriminazione e razzismo contro immigrati e religioni diverse sono il bersaglio di una interrogazione a risposta scritta dell’On. Gino Bucchino presentata alla Camera alcuni giorni orsono.

Il parlamentare eletto nella Ripartizione Centro e Nord America interroga il Ministero dell’Interno in merito all’apparizione in spazi pubblici del comune di Pergine Valsugana di diversi manifesti recanti la scritta «No moschee in Trentino». Le stesse locuzioni – informa Bucchino – appaiono in un sito web indicato in tali manifesti. Inoltre i manifesti ed il sito web sollecitano una iniziativa popolare contro le moschee.

Le scritte – fa notare nella sua interrogazione il parlamentare – non fanno riferimento a specifiche moschee ma sono indirizzate contro la moschea nella sua accezione generale di centro di espressione e pratica della fede nella religione islamica. La moschea, al pari di altri luoghi di culto di altre religioni, costituisce un luogo fondamentale per l'espressione della fede da parte dei musulmani e delle pratiche rappresentative della religione islamica ed espressione della libertà religiosa garantita dalla nostra Costituzione.

L’On. Bucchino ricorda che la libertà religiosa trova la sua massima valorizzazione all'interno della nostra Costituzione agli articoli 8, 19 e comma 1 dell'articolo 21.
Inoltre l'articolo 3 della nostra Costituzione, al comma 1, recita che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di … religione». Tale dignità umana e sociale trova quindi il suo riscontro nello spirito della nostra Costituzione che garantisce il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero religioso.

Nel caso specifico di Pergine Valsugana – che ovviamente l’On. Bucchino prende a pretesto per chiedere una maggiore vigilanza contro episodi di intolleranza religiosa – i manifesti esposti ed il loro contenuto entrano in conflitto con le norme costituzionali e con il senso comune della convivenza civile.

Il parlamentare chiede quindi al Ministro dell’Interno di quali elementi informativi disponga circa le vicende richiamate e soprattutto quali iniziative intenda intraprendere, da un lato, per promuovere la tolleranza e la libertà di culto, dall'altro, perché sia data piena attuazione ai princìpi posti agli articoli 3, 8, 19 e 21 della Costituzione.

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