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Riconosciamo i diritti civili

Pubblico il video ed il resoconto stenografico della mia interrogazione parlamentare, rivolta al Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, in merito ad iniziative in materia di diritti civili, con particolare riferimento al testamento biologico.

Silvana Mura: Signor Ministro, la drammatica vicenda della povera Eluana Englaro ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica il grave problema dell'assenza di una legge sul testamento biologico.
A causa di questo vuoto la famiglia Englaro ha dovuto intraprendere un lungo percorso giudiziario per veder riconosciuta la volontà della figlia di non voler sopravvivere nello stato vegetativo in cui si trova da ben diciassette anni, una battaglia che si è finalmente conclusa con la sentenza della Cassazione.
Il tema del testamento biologico e le forti polemiche che questa materia continua a sollevare è solo uno degli aspetti che dimostrano come il nostro Paese sia clamorosamente privo di leggi adeguate in grado di tutelare i diritti civili. Manca, infatti, una norma che riconosca i diritti alle coppie di fatto, e la legge che regola la procreazione assistita è assolutamente inadeguata.
Con la presente interrogazione si chiede, dunque, di sapere quali sono gli impegni, anche legislativi, che questo Governo intende assumersi per regolamentare in particolare il testamento biologico e, più in generale, le questioni relative al riconoscimento dei diritti civili (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

Elio Vito: Signor Presidente, l'interrogazione dell'onorevole Mura solleva problemi estremamente delicati. La tematica del consenso ai trattamenti sanitari, in particolare nelle situazioni di fine vita, investe valori di rango etico, prima ancora che costituzionale: il rispetto della vita, il rispetto della dignità umana, la solidarietà nei confronti della famiglia del soggetto in stato di grave malattia. Si tratta di questioni fondamentali in tutti gli ordinamenti giuridici, ma che hanno assunto una particolare rilevanza nel nostro Paese a seguito del caso di Eluana Englaro. La recente sentenza della Corte di cassazione ha, infatti, sancito (in assenza di una specifica disciplina legislativa) che possa essere accolta l'istanza diretta a ottenere l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione assistita.
Il Governo ritiene che la questione non sia in alcun modo così risolta e che sia, quindi, necessario che il Parlamento approvi una legge specifica sulla materia. Auspichiamo, pertanto, che tale legge definisca una soluzione equilibrata, in cui la tutela del principio di libera determinazione e il divieto di accanimento terapeutico non determinino alcuna lesione del valore della tutela della vita umana.
In questa prospettiva, quindi, il Governo si augura che si possa giungere in tempi rapidi ad un'attenta disciplina della dichiarazione di fine vita, in grado di coniugare i diversi valori in gioco, come testimoniato, d'altra parte, anche dal documento del Comitato nazionale per la bioetica del 18 dicembre 2003 che è stato approvato all'unanimità.
Sulla necessità di una sollecita definizione del quadro legislativo in materia si è del resto manifestato un ampio consenso in Parlamento. Al riguardo, ricordo solo che il 1o agosto 2008 il Senato ha approvato a larga maggioranza una parte di un ordine del giorno presentato dalla senatrice Finocchiaro e che il 1o ottobre è già iniziato presso la 12a Commissione (Igiene e sanità) del Senato l'esame delle proposte di legge relative proprio alle dichiarazioni di fine vita, mentre quelle relative alle cure palliative, evidentemente connesse, sono all'attenzione della Camera.
In conclusione, il tema delle dichiarazioni di fine vita pone, evidentemente, questioni di coscienza di carattere più ampio rispetto agli orientamenti politici. È pertanto necessario che si sviluppi in Parlamento un confronto non condizionato dall'appartenenza ai rispettivi schieramenti. L'Esecutivo, per parte sua, assicura alle Camere la massima attenzione e la propria completa disponibilità affinché si raggiungano soluzioni tempestive, idonee e condivise (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

Silvana Mura: Signor Ministro, mi dichiaro insoddisfatta della risposta del Governo, una risposta che – a dire il vero – mi aspettavo, perché l'orientamento di questo Governo è molto chiaro in materia di temi etici e di diritti civili.
In Italia abbiamo una legge sulla procreazione assistita restrittiva e scientificamente arretrata, che costringe le coppie (peraltro solo quelle che possono permetterselo) ad andare all'estero per avere quel figlio che le leggi italiane non consentono loro di concepire. Non vi è, invece, alcuna legge che riconosca i diritti di chi decide di formare un'unione familiare senza ricorrere al matrimonio, come pure manca da troppo tempo una legge che regoli il tema del testamento biologico.
La vicenda di Eluana ha riportato in primo piano la questione dei temi etici, una questione che, purtroppo, continua ad essere affrontata in maniera ideologica anche dal Governo, che in questa materia si mostra molto distante non solo dai canoni della democrazia liberale, ma anche da un'elementare visione laica che deve essere propria di uno Stato.
Due giorni fa il Ministero della salute ha presentato un glossario sullo stato vegetativo e sullo stato di minima coscienza, un documento ufficiale che afferma in maniera netta la contrapposizione tra la politica e la scienza, perché prelude ad una chiusura netta nei confronti di qualsiasi forma di testamento biologico.
La questione fondamentale che si pone, e alla quale si deve dare una risposta al più presto, non è eutanasia «sì» o eutanasia «no» (come anche il Governo sembra voler far credere), ma è completamente diversa. Essa consiste nel fatto se vada riconosciuto il diritto di una persona di far valere la propria volontà, ovviamente a condizione che questa sia stata espressa in maniera chiara ed inconfutabile con l'affermazione di non voler continuare a vivere in stato vegetativo. Si deve stabilire se il diritto che viene riconosciuto ad una persona cosciente di rifiutare le cure mediche o l'alimentazione scompaia quando la stessa sia in stato di incoscienza. Noi riteniamo che la volontà dell'individuo, pur con le opportune garanzie, debba prevalere su tutto il resto, perché questa è la visione laica che deve essere propria di uno Stato moderno e questo è uno dei principi fondamentali della democrazia liberale (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori – Congratulazioni).

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