Partito Italiani all’Estero: comincia a delinearsi la struttura

In questo paese, ogni qualvolta si propone qualcosa di nuovo fosse anche un partito politico, le prime reazioni sono di diffidenza. Alla nuova proposta seguono una serie di domande maliziose che pretendono delle garanzie. Poi, sistematicamente, si finisce per scegliere la proposta sbagliata. E’ quasi un fatto ineluttabile. Chiamarla sfortuna italiana? Bha! Sta di fatto che il Partito Italiani all’Estero, nonostante sia l’unica possibilità oggettivamente ed ufficialmente riconosciuta all’unanimità stando anche al silenzio assenso di ogni eventuale e probabile oppositore, sta vincendo questa posizione gretta ed improduttiva. La gente capisce benissimo che, male che vada, non ha perso nulla neanche una quota di iscrizione anche se minima. E si organizza, si sta organizzando in silenzio come carbonari che, con il passaparola si iscrivono e si occupano di interloquire con quanti, allo stato, rappresentano l’abbozzo del primo staff dirigente. Il Partito comincia ad incuriosire anche la stampa nazionale italiana per esempio con il Riformista che ne ha dato notizia. Pian piano la curiosità diventerà sistematica e quando il processo diventerà inarrestabile allora la stampa se ne occuperà con crescente interesse. Dall’inizio del 2009 il Partito dovrà essere stato in grado di essersi dato una organizzazione capillare e consolidata nei cinque continenti in modo da coordinare, con l’aiuto della rete, le proposte da far confluire nella codifica di un programma dettagliato. Ci stiamo muovendo in questo senso ed i risultati si vedono dal numero di iscritti. Per mettere su una struttura seria come occorre in questo caso, bisogna armarsi di oculatezza, pazienza e democrazia. Quindi, attraverso la partecipazione, entro dicembre con le anime che avremo, il dialogo attraverso il web porterà a delle conclusioni politiche di rilevanza capitale all’insegna della democrazia e della massima partecipazione. Saranno consultate le basi dei Comites per sentire la voce delle comunità e verranno contattati tutti quei giovani che credono nell’innovazione e pensano all’Italia non solo in termini di vacanze estive. Noi ci siamo.

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