PARTITO ITALIANI ALL’ESTERO: TUTTI GLI ELETTI ALL’ESTERO FANNO FINTA DI NIENTE

di Luigi Falconara

Il silenzio dei 18 parlamentari eletti all’estero, è sintomatico. In realtà le comunità italiane all’estero stanno capendo che questa posizione non li ripaga e se pensano che stando zitti, la cosa si dimenticherà, si sbagliano di grosso. Dalle mie parti c’è un grosso fermento. Una palla di neve è destinata a divenire valanga. Si discute nei bar, nei punti di ritrovo ed i consensi all’ipotesi di un Partito Italiani all’Estero, sta sollecitando gli entusiasmi di molti. Praticamente con questa indifferenza ostentata dal silenzio più ingiustificato, essi stanno praticamente dicendo “hanno ragione a fare il partito”. Nello stesso tempo mettono nero su bianco, con il loro silenzio, come in una carta bollata le loro intenzioni recondite di nicchia: non lo vogliono. Questi si presentano ai convegni, alle riunioni come se fossero delle star lusingando la gente con discussioni forbite piene di inutili parole che, sostanzialmente vogliono solo dire” votatemi sempre anche alle prossime elezioni”. Ma le loro dichiarazioni ufficiali, denunciano solo disastri e tagli per gli italiani all’estero. Hanno fallito su tutta la linea da destra a sinistra, cosa vengono ancora a raccontarci? Ci dicano che il Partito è impossibile, ci dicano che non si può fare, ci vengano a fare una volta tanto una discussione costruttiva e programmatica. Nulla! Ma ciò che si sta muovendo nelle comunità non sono chiacchiere, non si tratta di sensazioni, questi sono fatti. Eppure, se fossero stati un minimo intelligenti e lungimiranti nonché onesti nel prendere atto di una situazione ormai allo sfascio totale, avrebbero potuto, almeno qualcuno di questi se non tutti, aderire subito all’iniziativa. In questo modo avrebbero dimostrato almeno la loro buona fede. Invece non se ne deve parlare ed allora niente buona fede. La pensione l’avranno tutti considerando che questo governo sarà in piedi il tempo necessario, di cosa avrebbero paura? Forse di perdere la sicurezza di poter essere eletti all’estero nei parlamenti di residenza perché con il loro bacino elettorale hanno questa possibilità e certezza? Ma allora non si accontentano proprio mai. Neanche si potrebbe ipotizzare che l’idea del partito sia tanto bislacca da non suscitare una loro reazione. Che ce ne facciamo di 12 deputati e sei senatori così? Senza contare che qualcuno di questi non si è mai visto né sentito in questa legislatura sino a questo momento. Mobilitiamoci anche per le strade dove i nostri connazionali all’estero spesso camminano sotto muri ad occhi bassi. Facciamo finalmente questo cavolo di partito, poi vedremo.

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