Ancora nella tempesta

Non si può parlare della conclusione di questa lunghissima campagna elettorale senza tener presente la situazione politica e finanziaria in cui si sta svolgendo. Ai normali colpi di coda preelettorali cioè attacchi e contrattacchi di ogni genere, fanno infatti da sfondo le micidiali e brusche altalene della borsa di NY che si propagano in tutto il mondo occidentale ed orientale.Il vento della recessione soffia un po' dappertutto, portando l'incubo di licenziamenti in massa, fallimenti di aziende, inflazione.E sono solo le questioni economiche che oggi dominano le cronache.
Sono stati i problemi dell'economia a dominare l'incontro/scontro tenuto presso l'Università di Hofstra a Long Island la sera di mercoledì, a conclusione della serie d'incontri diretti dei due candidati. Questo è stato sicuramente più vivace e ricco di spunti programmatici degli altri due incontri, ma, come risulta dai primi sondaggi d'opinione fatti a caldo, non ha spostato le preferenze degli elettori americani.
McCain ha attaccato duro e l'altro, in difesa, ha dimostrato di non lasciarsi coinvolgere, anzi di essere di una freddezza glaciale, qualità che molti bianchi biondi apprezzeranno parecchio. Attaccato sui suoi rapporti con un certo terrorista Ayers, Obama ha tranquillamente risposto che all'epoca dei fatti aveva solo otto anni. Sono poi rispuntati fuori i temi classici delle differenze fra i due partiti come l'aborto e le tasse. Riguardo all'aborto, il repubblicano ha parlato per la vita, pro life, e dunque per il cambiamento della normativa attuale, e l'altro per la scelta, pro choice , cioè per il mantenimento di essa.
Quanto alle tasse protagonista indiscusso della serata il destinatario di tutte le dichiarazioni: Joe l'idraulico, un tale che vuole diventare proprietario della piccola azienda in cui lavora da vent'anni ed una volta, alla fine di un comizio, ha chiesto ad Obama se, in caso di sua presidenza, dovrà pagare più tasse.Rivolgendosi a questo Joe, McCain ha detto di essere in linea di principio contrario alle tasse e di stare attento, perché se vince Obama pagherà tante tasse da rimanerne schiacciato, e l'altro, no, io voglio aumentare le tasse solo ai ricchi, cioè al 5% della popolazione, non aumenterò le tasse al 95% anzi, le diminuirò, ed in più darò l'assistenza medica.Chissà che cosa troverà quello che avrà in mano le chiavi del tesoro, non lo sa nessuno per ora, ed è questo che farà la vera politica fiscale.
A completamento delle differenze ideologiche fra i due mi pare opportuno ricordare una frase di Sarah Palin, nel discorso ufficiale per l'accettazione della sua candidatura come vice presidente del partito repubblicano. Dunque allora disse fra l'altro: c'è un tempo per la politica ed un tempo per la leadership…(a time for politics and a time for leadeship), cioè lei ha distinto chiaramente la leadership dalla politica. Secondo lei,dunque, la funzione guida è diversa, è al disopra della politica, cioè del rapporto con la società organizzata e le sue istituzioni, una frase che sarebbe piaciuta a Luigi XIV, il Re Sole. Obama, invece, fa discendere la legittimazione della funzione guida da un rapporto diretto con gli elettori, tipico a questo proposito l'organizzazione del suo movimento di base, evidenziato in un recente comizio diffuso online, in cui diceva delle frasi semplicissime, es.: ….queste elezioni storiche non riguardano me, ma voi,…oppure il cambiamento non deve venire da Washington, ma andare a Washington…, a cui tutti i presenti rispondevano in coro con lo slogan Change, yes we can, posizioni demagogiche, ma meno preoccupanti dell'idea di leadership diversa dalla politica, quella del re sole.
Ricordiamo in conclusione che tutti i sondaggi di opinione danno in vantaggio Obama su McCain, però ricordiamo anche che nel 2004, davanoin genere, vincente John Kerry, e poi vinse G. Bush.

emedoro@gmail.com

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