SERVE REALMENTE UN PARTITO ALL’ESTERO ?

Il problema basilare non e’ tanto un partito unico o aveve una sola voce in parlamento, ma di una radicale riforma del voto. Piu’ di una volta, nei miei editoriali con la “capa tosta” che mi ritrovo ne ho fatto riferimento. Le circoscrizioni estere andrebbero abolite “at once “ come diciamo noi anglosassoni e di questo ne abbiamo gia’ parlato e scritto fino alla nausea. Nel manifesto ahime’ mancano alcuni punti fondamentali del nascente partito. (1) Il registro AIRE andrebbe rinnovato su basi annuali con registrazione obligatoria poi’ spetta al cittadino votare o non votare. Il voto e’ libera espessione narra l’ articolo 48 (2 ) Il voto ( via posta ovviamente ) attivo e passivo andrebbe esteso a tutte le elezioni ed il plico deve essere spedito e scrutinato dal paese di residenza o di nascita. Questo darebbe la vera voce in capitolo a noi milioni di cittadini nel mondo Condivido del tutto il principio che non bisogna essere residenti all’estero per forza di cose per rappresentare il cittadino italiano nel mondo, ma con l’ attuale legge elettorale staremo punto e a capo credimi

L’ idea del partito unico all’ estero e’ appezzabile e condivisibile sotto molti aspetti. Ma senza questi due punti ripeto fondamentali diventerebbe solo un altro orticello incolto… ….parliamone…

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