IL CARDINALE Carlo Maria MARTINI SI RIVOLGE AI GIORNALISTI

In occasione della ricorrenza del patrono dei giornalisti, S. Francesco di Sales, si è tenuto un incontro organizzato dalla Curia Arcivescovile, Settore Comunicazioni Sociali (presieduto da Don Gianni Zappa), presso la Biblioteca Ambrosiana, sul tema “I segni dello Spirito nella città”. Eminenti relatori sono stati l'Arcivescovo Cardinale Carlo Maria Martini e Monsignor Gianfranco Ravasi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana. Nella sua lettera pastorale “Tre racconti dello Spirito”, l'Arcivescovo scrive “Lo Spirito c'è anche oggi… e sta operando, arriva prima di noi, lavora più di noi e meglio di noi”. E' un messaggio rivolto a sollecitare la ricerca culturale per nobilitare la spinta associativa nella città, perché lo Spirito Santo agisce nel cuore, anche nell'ambiente più chiuso e sclerotizzato e nel contesto urbano contemporaneo in profonda crisi. La Biblioteca e la Pinacoteca Ambrosiana hanno contribuito allo sviluppo culturale di Milano, come istituzioni storiche fondate in epoca controriformistica dal Cardinale Federico Borromeo, che le ha utilizzate non in senso conservatore, ma nella funzione di mezzi comunicativi dotati della facoltà di diramarsi nel tessuto sociale, per la loro fattiva presenza intellettuale e conoscitiva e l'importante missione non solo religiosa. La Pinacoteca crea un rapporto vivo con la città per il grande numero di visitatori, favorendo l'educazione visiva ormai deformata dalla modernità comunicativa. I versi del poeta Mario Luzi esprimono la necessità di recuperare “immagini irrevocabili” rimaste a noi come retaggio degli antenati artisti. La Biblioteca Ambrosiana è un tesoro vivente aperto agli studiosi, in continuo dialogo con le altre istituzioni milanesi, come con le università. Il Cardinale Federico Borromeo citava gli empsucoi biblìotecoi, (gli operatori della biblioteca), dalla vasta cultura, denominati “biblioteche viventi”, che intessevano rapporti interistituzionali per lo sviluppo del sapere. Nella Bibbia, Isaia afferma che lo Spirito Santo porta doni: sapienza, intelligenza, consiglio, progetto e conoscenza. Il conoscere dell'uomo è una grande avventura che tutti vogliono testimoniare, come fece S. Francesco di Sales nell'opera di catechizzazione e informazione. Lo Spirito Santo costruisce senza distruggere, quale paziente tessitore di rapporti, portando amore, gioia, pace, fedeltà e dominio di sé (Galati 5-22). Nella Lettera ai Corinti le parole chiave risultano “costruzione” ed “edificazione”. Paolo ribadisce l'importanza di “costruire la comunità”. Si costruisce la cittadinanza con il sano volontariato, sanitario e sociale, in cui la progettualità risulta fondata sull'etica della solidarietà e della gratuità, quando si agisce non per tornaconto ma per costruire rapporti, edificare relazioni stabili non conflittuali e permanenti. Le parrocchie sono luoghi di vivace socializzazione, dove si costruisce la cittadinanza; le chiese sono i luoghi del profondo silenzio per trovare la pace e la serenità interiori e di relazione nel dialogo con se stessi. Alla notizia fatua e cronachistica su gravità e lacerazioni, per cui i massmedia optano di frequente, si contrappone l'informazione su legami e valori, con cui la grazia dello Spirito Santo legge la positività nel tessuto cittadino. Il degrado urbano consiste nella pigrizia intellettuale e morale, nella disarmonia contrapposta all'accordo. La figura ideale del giornalista deve possedere un'armonia generale che permetta l'edificazione di rapporti e il dominio di sé altrimenti la notizia risulta espressione di inconsistenza. Nella lettera pastorale vengono citati i tre doni dello Spirito Santo, da augurare anche ai giornalisti: Sapienza, Scienza e Pietà.
La sapienza del cuore è la capacita di sintesi armonica di frammenti quotidiani successivi che spesso si accumulano, si legano in modo disordinato e vengono propinati al pubblico percipiente, creando frammentarietà incomprensibili. La scienza, secondo la tradizione cristiana, consiste nella capacità, per dono e per istinto, di capire i bisogni del gruppo sociale. La pietà (pietas) è una realtà che presiede ai rapporti armonici familiari, con il prossimo e con Dio. Consiste nell'umanità e nel rispetto profondo per le situazioni di vita privata, accolte con comprensione e compassione (dal latino cum-patio: soffrire insieme, comprendere). La pietas aiuta appunto a “comprendere” gli errori e le negatività per mezzo di uno spiccato senso umano. Con tale intervento il Cardinale Martini ha voluto far prendere coscienza a tutti i giornalisti dell'importanza della loro missione informativa e formativa, senza lasciarsi soggiogare dalle futilità delle modalità espressive dei mezzi comunicativi di massa, tramite cui troppo spesso non filtrano e non si propagano i doni e le facoltà dello Spirito Santo.

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