Italiani all’estero: Il grande Bartali diceva: « …l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare»

Ciò che meglio sintetizza le attuali perplessità intorno agli italiani all’estero e ai suoi eletti, è la frase storica del grande Bartali: tutto è da rifare. E’ da rifare perché le aspettative agli albori della legge sul voto degli italiani all’estero, sono state disattese tutte. La considerazione da farsi è solo politica non riguarda i singoli. Chi non avrebbe voluto appuntarsi una medaglia al petto per aver ottenuto ed offerto qualcosa alle proprie comunità? Quale eletto nella circoscrizione estero non avrebbe fatto “carte false” per perorare gli interessi di un popolo italiano sparso per il mondo?
«Caro Salvatore –mi scrisse una lettrice- noi qui stiamo bene. Qui abbiamo creato l’Italia che volevamo. Tutto è italiano nelle nostre tradizioni e nei nostri ambienti ma portiamo sempre nel cuore quella nostalgia per la nostra terra che ce la fa sempre sognare. Però rimaniamo sistematicamente delusi perché trattati come quei figli “non normali” che creano solo problemi inutili». Ecco perché “l’è tutto da rifare”, perché non è possibile che dalla lontana Australia si possa descrivere in maniera così rassegnata quanto lucida il cinismo del disarmo.
E’ tutto da rifare a cominciare dalla legge. Per la testa mi frullano alcuni pensieri per il futuro e quando sarà il momento lancerò un proposta definitiva.
Non è questione di uomini, ma di politica. La politica è un’altra cosa e ce ne accorgiamo quando leggiamo i comunicati stampa che sono il messaggio politico costante traccia di una certa continuità. Dobbiamo chiederci se la gente abbia o no capito cosa sia la politica parlamentare e quale sia il percorso per raggiungere risultati al cospetto del quale essere parlamentari è proprio l’ultima cosa. La gente non lo sa. Non immagina neanche come si deve fare, come si fa. Il compito della informazione è quello proprio di informare istruendo alla logica parlamentare. Attualmente gli eletti all’estero sono solo una rappresentanza senza rappresentatività. Hanno voglia (?) di spingere per le comunità all’estero, hanno una gran voglia (?) di pedalare ma senza bicicletta questa voglia non serve a nulla. Essi non hanno nessun strumento politico per imporsi, da destra a sinistra, dal centro e viceversa. Essi non hanno la bicicletta.

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