"Cittadinanza, integrazione e politiche migratorie"

Convegno organizzato dall'UNAIE – Roma, 26 settembre 2009

L'on.Franco Narducci, presidente dell'UNAIE, introducendo il Convegno sull'integrazione di questa mattina ha affermato: “Siamo convinti che ne potranno derivare indicazioni preziose per le istituzioni, per la rete associativa degli immigrati, per gli operatori sociali e per le forze politiche che nel Parlamento e nel sistema di autonomie locali hanno il compito di decidere e di dettare l'indirizzo delle politiche sull'immigrazione, sia in relazione alle dinamiche del mercato del lavoro – e sappiamo tutti che il lavoro è uno dei moventi principali tra quelli che alimentano i flussi migratori – sia alle delicate questioni dell'asilo e dell'accoglienza, temi che nella campagna elettorale per le elezioni politiche e in questi ultimi mesi hanno suscitato un dibattito dai tratti accesi e spesso aspri. Ci scusiamo con le persone che non abbiamo potuto ospitare in questa sala e confidiamo che possano seguire i nostri lavori nella sala della Mercede, collegata con noi in circuito televisivo.

Ringrazio sentitamente il Presidente Gianfranco Fini per l'Alto Patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati che ha conferito a questa manifestazione e per il Messaggio che ha indirizzato all'UNAIE e a tutti i partecipanti. I valori di democrazia, di legalità e di eguaglianza dei diritti richiamati dal Presidente Fini, valori che si devono coniugare con la centralità della dignità dell'uomo e del condiviso senso di appartenenza civica, meritano il nostro apprezzamento e l'auspicio che possano essere un punto di riferimento alto per la politica.

Ringrazio con affetto il Presidente emerito dell'UNAIE e Presidente della Fondazione Cassamarca, onorevole Dino De Poli che oggi non ha potuto essere qui con noi. L'impegno inesauribile con cui da anni segue le problematiche dell'emigrazione italiana e dell'immigrazione nel nostro Paese, la sua passione e la sua visione universale dei grandi cambiamenti sociali, culturali ed economici che interessano l'intero pianeta sono alla base di Umanesimo Latino, la società fondata dal nostro Presidente per diffondere l'alta cultura e i valori intrinseci dell'Umanesimo Latino. Valori di civiltà e di solidarietà che avvicinano i popoli sul piano della cultura e delle relazioni attraverso lo studio e la ricerca che trovano sbocco in una intensissima attività ad alto livello universitario e nella istituzione di cattedre universitarie in varie parti del mondo.

L'immigrazione è una materia complicata e politicamente calda. Per questo è importante costruire strumenti capaci sia di analizzarla nella sua complessità, sia di affrontarla con mente libera da pregiudizi ideologici e spirito di parte. Anche per questa ragione abbiamo chiamato a questo convegno molte persone capaci di offrire un supporto conoscitivo, ritenendo che la conoscenza sia utilissima alla formazione e alla valutazione delle decisioni politiche; per farlo deve però soddisfare due condizioni: voler essere utile e saper essere indipendente. Oltre naturalmente ad offrire garanzie di competenza per dare risposta agli interrogativi dei decision makers.

Occorre però anche chiedersi se sul terreno dell'immigrazione e dell'integrazione dei migranti nelle società di accoglienza vi sia lo spazio per l'associazionismo e per i volenterosi militanti. La presenza di una intensa vita associativa è stata considerata, fin dagli studi di Toqueville sulla democrazia in America, come uno dei prerequisiti per l'affermazione dei sistemi democratici. L'idea che la democrazia liberale dipenda dalla riproduzione cosciente dei cittadini, e cioè che siano necessari percorsi di formazione civica per rendere le donne e gli uomini veri cittadini, non è dunque nuova. Ciò che sostengono i teorici della società civile, tra i quali vorrei citare Rosenblum, è che le fucine ufficiali delle virtù civiche non bastano da sole a forgiare il carattere democratico. Per avere buoni cittadini occorrono dunque anche le reti della società civile. In questa prospettiva alle associazioni è attribuito un compito fondamentale: contribuire in modo sostanziale alla promozione e all'affermazione di quei valori che di regola indichiamo con il nome di “capitale sociale”.

Per gli immigrati l'impegno nell'associazionismo della società civile riveste dunque una grande importanza per accedere a quelli che Dahrendorf chiama “diritti politici secondari”. Grazie alle strutture intermediarie come le associazioni, i gruppi informali, le chiese e altre forme di partecipazione, gli immigrati percorrono la via dell'integrazione che li porterà ad una condizione di cittadinanza attiva.

L'esistenza di reti associative e di cooperazione consente di sviluppare relazioni con lo Stato ai suoi differenti livelli, interazioni con l'amministrazione municipale e con gli attori politici, di esercitare un ruolo di rappresentanza e di promuovere la fiducia nei confronti delle istituzioni, condizione essenziale per favorire il processo d'integrazione degli immigrati nel tessuto sociale e politico del Paese in cui vivono.

La mobilità, che è emigrazione coerente con i tempi che stiamo vivendo, continua ad esistere anche dall'Italia verso l'estero ed è la mobilità che concerne la scienza, la ricerca, la formazione, la cultura, il business e il turismo, favorita soprattutto dalla libera circolazione delle persone nell'Unione Europea. Questa mobilità reticolare pone all'Europa molteplici sfide per la gestione della libera circolazione delle persone e dei flussi provenienti dai Paesi extra UE. Sfide a cui bisogna dare risposte urgenti per promuovere l'integrazione e per prevenire e contrastare i fatti tragici e disumani che proprio in questi ultimi giorni ci hanno richiamato alla urgenza di forti iniziative politiche e istituzionali

Concludo richiamando alcuni aspetti che milioni di italiani hanno vissuto nella loro storia di emigrazione e di integrazione nelle società di accoglienza:

il superamento delle tante difficoltà in ambito scolastico
la necessità di una politica per la dignità abitativa
l'esigenza di programmi di formazione professionale per qualificare il lavoro e prevenire le tragedie degli infortuni sul lavoro
le rimesse dirette
il turismo di ritorno
la diffusione del lavoro autonomo,
la tutela previdenziale e il diritto di rappresentanza”

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