Sulle presunte sconcezze trapelate dalle intercettazioni

In primo luogo sarebbe conveniente specificare cosa sia una sconcezza. Per brevità, diciamo pure che essa è qualcosa di riprovevole che male si addice alla compostezza. Poco elegante, la sconcezza squalifica chi la commette bollandolo come scostumato nella migliore delle ipotesi. Dalle intercettazioni famose che riguardano il Presidente del Consiglio, ci sarebbero allusioni alla signora Carfagna, a pratiche, proposte e via discorrendo. Si tratta di illazioni, di voci di corridoio, nessuno ancora ha ascoltato e pubblicato questi nastri perciò molti si arrangiano di fantasia per screditare ora il Premier, ora la ministra Carfagna. Il perbenismo che gronda dalle labbra di noi italiani, ci impedisce di sorvolare su queste cose quasi come se tutti noi fossimo integerrimi censori d’una condotta oggettiva ed impeccabile. Da quale pulpito viene la predica. Facile demolire la tesi scandalistica e antiedonista anche se un po’ volgare. Da un popolo come il nostro che ha fatto della goduria il mezzo ed il fine. Contesta sé stesso quando non si tratta di lui. Questa meraviglia, questo scandalizzarsi, non fa altro che osannare alla prostata, alla virulenza del fascino del Presidente del Consiglio, rendendolo ancora più affascinante agli occhi dell’elettorato. Ma diciamoci la verità, quanti di noi non hanno fatto riferimenti e discorsetti “di genere” seduti comodamente su un divano tra un sorriso ed un altro. Le nostre signore, quelle stesse che in abito da sera avallano questo tipo di intraprendenza, si indignano al cospetto di una discussione nuda e cruda che riguarda qualche altra. Credo di aver capito che, quanto più alta sia la carica istituzionale, meno sconcezze si dovrebbero fare o dire. Per cui, tutte le alte cariche dello Stato sono senza peccato a prescindere da questa condizione. Chi potrebbe immaginare la regina d’Inghilterra nell’atto di fare una scorreggia nel bel mezzo di una funzione pubblica? Oppure il Papa che si infila le dita nel naso mentre celebra la messa? Tutte cose umane signori, tutte ordinarie e di amministrazione ma tutte da farsi di nascosto e senza farsi vedere. In ogni caso ritenute riprovevoli anche se commesse nella tranquillità di una stanza chiusa senza testimoni. Altrettanto sconveniente sarebbe se la regina d’Inghilterra ammettesse: “Sì, faccio anche io delle scorregge”!L’Italia è un paese “ce l’ho durista” si vanta della sua virilità. E’ un punto di forza. La stessa soggezione femminile è un punto di forza connivente. Un paese nel quale il progresso intellettuale e civile si calcola sul numero e sulla bellezza delle vergini che si annoverano nei carnet.
Le intercettazioni, qualora fossero vere le illazioni in esse contenute, farebbero sorgere nel paese una infinità di questioni morali, etiche e religiose nelle quali sguazzare come porci nelle mele.

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