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La Voce Alternativa – Lunedi 22 settembre 2008

Se il federalismo fiscale dovesse passare, cosi’ come elaborato dal disegno legge, genererebbe in quelle regioni assistite per decenni un incremento della criminalita’ organizzata e in piu’ i cittadini saranno tartassati dai comuni….

“ UN OPPOSIZIONE RESPONSABILE MA SENZA COMPROMESSI

In politica e in democrazia il “male peggiore” sono stati sempre i compromessi”, a partire da quello storico, colmato con la crudele morte dello statista Aldo Moro. Occorre un opposizione responsabile ma senza scendere a compromessi o a ricatti. Le responsabilita’ basilare politiche vanno addebitati alla maggioranza di governo che sia esso eletto con maggioranza assoluta o forzata come nel caso attuale e di questo se ne e’ parlato ampiamente. Perche’ il male peggiore sono i compromessi ? Compromettersi in politica significa principalmente, abbandonarsi ai ricatti. Di esempi se ne possono fare una miriade a partire dalla legge elettorale attuale, il “porcellum “, da tutti contestata ma nessunu si accinge a modificarla. , votata anche dall’ opposizione. Inutile andare indietro nel tempo della prima Repubblica. Speriamo solo che l’ attuale opposizione non scenda a compromessi anche sulla proposta di modifica della legge elettorale europea. All’ attuale la legge e’ proporzionale e prevede la preferenza, una legge elettorale a mio avviso che tutta la Uninone Europea dovrebbe prendere come esempio di democrazia diretta, prescindendo dal commissariato. La maggioranza invece vorrebbe modificarla inalzando la sogna dello sbarramento al 5% e introdurre le liste bloccate. In altre parole applicare la porcellum. Le ragioni ? Favorisce la criminalità politica e gli italiani sono ancora immaturi per le preferenze. Questo e’ un insulto all’ intelligenza dell’ intero elettorato e alla democrazia. L’opposizione mi auguro sia quanto me indignata e non si lasci addolcire, dal richiamo della maggiorannza di governo alle responsabilita’ politiche.

Altro tema attuale che l’opposizione dovrebbe prendere in seria considerazione e’: il federalismo fiscale

Tutti sappiamo che nasce dal ricatto della Lega come trofeo per aver portato Silvio Berlusconi nuovamente al governo. Qui l’ opposizione di maggioranza, quella Veltroniana si gioca la propria identita’ e credibilita’. Il federalismo e’ un sistema che incidera’ sul futuro dell’ intero Paese e non puo’ essere semplicemente “imposto” dal parlamento Ancora una volta e mi sono gia’ pronunciato al riguardo, occorre una volta per tutti che sia l’ intera popolazione a prenderne la decisione con un referendum. Da non dimenticare che alla fine sara’ il contribuente a subirne le conseguenze. Teoricamente il federalismo non e’ il male assoluto, ma lo e’ la sua applicazione in un sistema storicamente centralista. In molti paesi europei il federalismo funziona ne cito alcuni il Regno Unito, la Spagna e la Germania, ma questi sono stati che in passato hanno conosciuto meno corruzione politica. La Sicilia e’ la Sardegna da decenni sono state regioni campioni con statuto autonomo, certamente non le possiamo paragonare alla Valle d’ Aosta. La domanda che i parlamentari dovrebbero porsi al momento della discussione in parlamento e del voto: “ se non ha funzionato per la Sicilia e la Sardegna come potrebbe funzionare nel centro e nel rimanente sud Italia ? Se il federalismo fiscale dovesse passare, cosi’ come elaborato dal disegno legge, genererebbe in quelle regioni assistite per decenni un incremento della criminalita’ organizzata e in piu’ i cittadini saranno tartassati dai comuni . Resto del parere che prima di parlare di federalismo fiscale si dovrebbe ridurre l’ enorme costo della politica, abolendo regioni e province ed instaurando un rapporto piu’ diretto con i comuni devolendo, devolendo loro parte dell’ entrate fiscale. Se si pensa che un assessore regionale costa allo stato quanto un deputato. A quanto ammonterebbe il mantenimento delle regioni e province ? Se non lo sapaete chiedetelo al ministro Brunetta o al ministro Tremonti.

Piu’ rispetto per la Costituzione: l’articolo 67, in conflitto con la ” Porcellum”.

Spolverando la Costituzione…

Con l’ attuale legge elettoral, le liste bloccate nominate si e’ ritornato ai primi parlamentari, i quali nacquero su sollecitazione dei sovrani. Questi venivano nominati e consultati dai sovrani per conoscere le opinioni dei propri sudditi, in altre parole sondaggi. In Italia con la Porcellum si e’ tornato al vecchio sistema “feudale”, prima Repubblica

Articolo 67 : “ ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato” Tutti conosciamo genericamente cose’ un membro del Parlamento pochi invece sanno cos’ e’ una Nazione. La Nazione e l’ insieme di individui legati da comuni vincoli di natura, etnica, linguistica, culturale e sociale, articolo terzo. . Si tratta comunque di un legame morale e privo di valore giurico. Ne viene fuori che anche i residenti all’ estero e cittadini residenti di altri stati sono da considerare appartenenti ugualmente alla Repubblica Italiana. Ma e’ stato ed cosi’ ? I cittadini italiani all’ estero per decenni si son visti deleggittimati elettoralmente e agli immigrati non e’ stato concesso ancora il voto. Quando l’ articolo recita, rappresenta la Nazione, ogni membro del Parlamento dovrebbe secondo l’ articolo rappresentare tutti. Invece tutti sappiamo che il 99% di loro, hanno sempre e solo rappresentato il partito di appartenenza: partitocrazia. Altresi la mancanza di una responsabilita’ giuridica del parlamentare nei confronti degli elettori, che in base alla segretezza del voto non hanno colore politico e la mancanza della preferenza nell’ attuale legge elettorale esclude anche la responsabilita’ politica del Parlamentare, essendo questi nominati dal capo del partito preso. Siamo all’ antitesi di ogni principio fondamentale di democrazia. Quindi parlare di democrazia in Italia e’ un po’ come bestemmiare. L’ essenza dell’ istituzione dell’ articolo 67 nella nostra Costituzione da parte dei nostri padri costituenti, era per sancire il divieto di mandato “imperativo” per il quale il Parlamentare non puo’ accettare alcuna istruzione o direttiva, circa l’esercizio delle sue funzioni di rappresentante della Nazione, ovvero dell’ elettorato apolitico Questo articolo se fosse stato seguito alla regola oggi avremmo avuto un altra Italia una e di tutti , una classe politica piu’ morale ed una rappresentativita’ parlamentare non pari in Europa. La “casta” si e’ venuta a creare grazie al poco rispetto della Costituzione da parte di politici “umanamente” corrotti o corrottubili, senso civico e la mancanza di un organo indipendente di vigilanza giuridica nei loro confronti. Al corpo elettorato resta la sola prerogativa di far valere la propria sovranita’ in vista delle nuove elezioni, quando tutti sappiamo che il danno e irreversibile. L’ alternativa a mio avviso, anche se a qualcuno potrebbe apparire una provocazione e’:
(1) il giuramento di fedelta’ da parte di tutti i Parlamentari alla Costituzione (2) Esame obbligatotio di Costituzionalismo da parte di tutti i candidati alle elezioni. (3) Materia scolastica di Costituzionalismo obbligatoria a partire dalle elementari, come e’ avvenuto per la religione fino al 1984. Anche per ricordare e ricordarci che il futuro della nostra Repubblica e’ dettato principalmente dalla Carta Costituzionale e non da principi di conflittualita’ territoriale o personale.

Questa legislatura non tiene conto della Costituzione e Sovranita’ Popolare.

Gli ultimi atteggiamenti incostituzionali e prese di posizione di alcuni politici suonano come un campanello d’ allarme.

In Italia si sta corrento il rischio di instaurare un populismo e dittatura di pochi che potrebbe danneggiare la sovranita’ popolare. Il popolo italiano e’ sempre piu’ messo in un angolo. I sondaggi uninaterali della maggioranza lo stanno a dimostrare. Tutti sanno cosa e migliore per i cittadini senza che questi vengano consultati minimamente. Questa maggioranza si e’ instaurata grazie ad una legge elettorale unica al mondo che se non modificata potrebbe deleggittimare sia il parlamento che il popolo nella sua interezza e sovranita’. Prendiamo a caso il federalismo, parole come: “ se non otteniamo una ampia intesa con le forze dell’ opposizione andremo avanti lo stesso”, lo lasciano ad intentere. Questa mia convinzione non nasce solo dal principio fondamentale in cui credo fermemente di democrazia diretta ma da osservazioni e riflessioni costanti su molti politici italiani. Un altro caso di incostituzionalita’ e’ stato l’ “ inciucio” sulla natura antifascista della nostra Costituzione da parte del ministro degli interni La Russa e del sindaco di Roma Capitale Alemanno. “Inciuco”, che grazie all’ intervento del Presidente della Camera Fini, consigliando ai giovani di AN di attenersi alla Costituzione antifascista, enfatizzando che i ragazzi di Salo’ combattereno contro la madria patria e per un ideale inumano, quale quello razzista. Posizione questa da ammirare da uno statista e democratico che ha rotto con il passato, adesso non gli resta che convingere Berlusconi e i leghisti. Resta il fatto che per un osservatore neutrale questi atteggiamenti e prese di posizione suonano come un campanello d’ allarme. Andiamo indietro ma non troppo nel tempo, vittoria di Alemanno a sindaco di Roma, molti suoi sostenitori lo festeggiano con il saluto fascista. Signori in Germania ed e’ legge per un gesto di questa portata si va in galera, mentre in Italia passa inosservato. Altrsi’ in questa legislatura il popolo e’ spesso usato come caprio espiatirio per poter governare semza un minimo di intoppo che si voglia e lo stanno a dimostrare ancora parole come; “ il popolo e’ con noi e i sondaggi lo dimostrano “. Non ci rentiamo conto che con la vecchia legge elettorale con le preferenze senza liste bloccate e candidature multriple, Silvio Berlusconi non sarebbe stato eletto, la lega non avrebbe fatto da padrone e la sinistra sarebbe stata ancora una forza parlamentare. Ultima riflessione, il Premier italiano si vanta da perfetto megalomane di aver distrutto i comunisti in Italia, atteggiamento questo che potrebbe far solo ridere qualche pollo ma non milioni di progressisti.

LETTERA DI GIOVANNI GUZZETTA PRESIDENTE DEL COMITATO DEL REFERENDUM ELETTORALE

Carissima/o,

Mancano meno di 300 giorni alla data limite per l’indizione del referendum per il quale, anche con il tuo aiuto, abbiamo raccolto 820.916 firme.Come sai il referendum è stato rinviato perché la legge prevede che ciòaccada nel caso di elezioni anticipate. La ragione del rinvio è quella di consentire al nuovo Parlamento di intervenire tempestivamente.Purtroppo il nuovo Parlamento a tutto pensa tranne che ad intervenire.Nessun dibattito serio sulla legge elettorale è stato avviato. Il ceto politico ha incassato il bonus di un anno per prendere tempo,schiaffeggiando impunemente tutti quei cittadini che hanno raccolto le firmeed i tanti milioni che, se si andasse a votare, sommergerebbero di sì itanti burocrati della politica che lucrano su una legge che ha espropriato i cittadini di ogni potere di scelta.Ovviamente, a costo di sfiorare il ridicolo, da una parte e dall’altra siadducono scuse più o meno risibili per eludere il problema. Ne cito solo due. La prima: “ormai la semplificazione del quadro politico determinatasi con le ultime elezioni ha reso il referendum inutile” La seconda: “Le riforme istituzionali non interessano a nessuno, la priorità è l’economia Si tratta di argomenti uno più pretestuoso dell’altro.

Il referendum è oggi ancora più utile di prima. Innanzitutto perché la semplificazione è già stata in parte abiurata dagli stessi che l’avevano auspicata. In secondo luogo perché anche le mini-coalizioni che si sonoformate esibiscono gli stessi difetti di quelle di prima. Non passa giornoin cui tra Lega e PDL e tra PD e IVD non emergano conflitti, ricatti e divergenze. L’ultimo ricatto è quello della Lega che ha di fatto imposto ad An di mollare il proprio sostegno al referendum. Più chiaro di così? Il nostro obiettivo “una lista, una maggioranza, un governo stabile” rimane perciò ancora da raggiungere. A ciò si aggiunge che nessuno parla del secondo referendum. Quello sullepluricandidature.Anche questo referendum è, nella sua formulazionecondizionato dalla logica impostaci dalla natura abrogativa del quesito. Esso tuttavia ci consente di intervenire, ancorché parzialmente, sul secondo limite del “Porcellum”: la sottrazione ai cittadini della possibilità di eleggere i propri rappresentanti. Se fosse nella nostra disponibilità noi saremmo intervenuti sulla lista bloccata.Essa infatti mette nelle mani dei politici la nomina dell’interocorpo parlamentare. Anche se parziale, ilquesito sulle candidature multiple ha un’importanza concreta fondamentale.Vuole evitare la possibilità di candidature civetta: presento tizio, ma poiviene eletto Caio perché tizio ha optato per un altro seggio. E così dietroai candidati più popolari spuntano sconosciuti uomini di apparato, chenon avrebbero mai avuto la forza di farsi eleggere da soli. Le candidatureplurime impediscono di conoscere quali sono i candidati effettivamentedestinati alla elezione. Anche alle ultime elezioni più di cento parlamentari “trombati” sono stati ripescati con il sistema delle candidature multiple. Questo bubbone, l'unico sul quale la forma abrogativa del referendum ci consente di intervenire fa il paio e perfeziona la logica della blindatura delle liste (le liste
bloccate). Abbiamo un Parlamento in cui si accede non perché si è scelti daicittadini, ma perché si è “graditi” e ci si è piegati ai voleri di cinque osei capi partito, ilcui obiettivo è avere persone fedeli e ubbidienti, che diano il meno fastidio possibile.

I nostri non sono parlamentari eletti, sono dei “prescelti” sulla testa deicittadini. Nominati al posto dei cittadini Non abbiamo difficoltà a riconoscere che il voto di preferenza non è il metodo per consentire la selezione dei rappresentanti. Esso è sicuramente di qualità inferiore al collegio uninominale non foss'altro che per la maggioreprossimità che questo assicura tra elettori ed eletti in ordine alla possibilità di conoscenza e riconoscimento reciproco. Eliminarlo a favore diuna lista bloccata che, senza trasferisce ai partiti un potere che non appartiene loro (e senza primarie obbligatorie per legge) è tuttavia un sicuro e grave restringimento della democrazia. Anche per questo guardiam con allarme e apprensione ai contatti tra i principali partiti che si propongono di introdurre la lista bloccata anche nelle elezioni europee con l'obiettivo di rafforzare il potere di organi quali quelli di vertice dei partiti privi spesso di adeguata legittimazione democratica. L’argomento della priorità economica è il più insidioso. Nessuno dubita che la crisi economica sia la priorità. Il problema è però un altro. Le nostre istituzioni e una classe politica così selezionata, sono in grado di affrontare adeguatamente questa crisi? Forse, sull’onda dell’emergenza, si riuscirà a realizzare qualche soluzione tampone, che ci faccia andare avanti qualche mese, ma i problemi di fondo di un paese bloccato dall’immobilismo edalle caste di ogni genere certamente non potranno essere risolti.

Se vi dicono che la riforma delle istituzioni non è una priorità, perché il problema è l’economia, domandate come mai abbiamo la classe politica più pagata dell’occidente e il paese più povero tra quelli industrializzati!Domandate perché, difronte alla crisi economica globale che colpisce tutti, l’Italia è il paese che se la passa peggio! Domandate perché, benché la crisi sia la stessa per tutti, gli altri paesi continueranno comunque a crescere almeno il doppio dell’Italia!
Non riceverete nessuna risposta perché il vero problema è che se la politica non funziona, l’economia andrà semprepeggioe chi lo nega mente, sapendo dimentire….Entro 300 giorni il referendum si dovrà fare. E’ iniziato il conto allarovescia.Stiamo predisponendo una serie di iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e confutare la disinformazione dilagante. Ti scrivo perché ho bisogno del tuo aiuto. Riattivare la rete di sostenitori del referendum è fondamentale, anche perché, purtroppo, non possiamo contare sull’informazione pubblica che è complice della congiura del silenzio intorno al referendum. Quando i cittadini vengono esclusi, solo i cittadini possono riprendersi lo spazio che è loro negato. Per questo è importante sapere se possiamo contare su di te. Molti in questi giorni, a destra e asinistra, si stanno dimenticando il referendum, dopo averlo sostenuto,alcuni purtroppo un po' opportunisticamente. Me lo aspettavo. Così come mi aspetto che molti torneranno non appena fiuteranno che il tema riprende vigore nell’opinione pubblica. Adesso chiedo a te: DIMMI SE HAI CAMBIATO IDEA! Dobbiamo rimboccarci le maniche ed avere quella pazienza lunga che possa farci arrivare al voto con il sostegno di tanti ai quali possiamo arrivaresolo grazie all’impegno capillare dei cittadini comuni che ci hannosostenuto. Dicci che non hai cambiato opinione e che anche tu non sei tra quelli ch hanno voluto dimenticare questa battaglia. L’unica che possa dare uno scossone alla nostra Italia così sciupata. Abbiamo anche bisogno di un sostegno finanziario. Non ti chiedo una grandesomma, ma se ciascuno potesse dare un contributo potremmo raccogliere quantoci serve per andare avanti nei prossimi mesi. ANCHE PERCHE', COME SAI, IL COMITATO PROMOTORE NON HA RICEVUTO IN PASSATO E NON RICEVE ATTUALMENTE NESSUN TIPO DI FINANZIAMENTO PUBBLICO. Sul sito del referendum (www.referendumelettorale.org) troverai tutte le informazioni. Fai circolare questa lettera a tutti i tuoi conoscenti. IMPEGNAMOCI INSIEME PER VINCERE INSIEME. IL CONTO ALLA ROVESCIA E' INIZIATO.
Giovanni Guzzetta

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