La scuola come bene comune: è ancora possibile?

di Editrice La Scuola

A Brescia il 4 settembre inizia l’annuale appuntamento con Scholé promosso dall’Editrice La Scuola e coordinato da Luciano Pazzaglia.
Dopo un intervento del vescovo Luciano Monari , oltre cento i pedagogisti chiamati dalle maggiori università italiane a riflettere sulla scuola come bene comune: sotto i profili istituzionale, storico, pedagogico senza trascurare l’attualità . Affidate a Giuseppe Bertagna, Fulvio De Giorgi, Lucio Guasti, Renza Cerri Musso le relazioni principali. Il 5 settembre una tavola rotonda con Cesare Scurati, Carmela Di Agresti, Paolo Calidoni e Giorgio Chiosso.
Come ogni anno da oltre mezzo secolo, ai primi di settembre, con il tradizionale appuntamento di Scholé, per due giorni Brescia diventa la capitale della pedagogia italiana. E , in modo particolare, d’ispirazione cristiana. Anche se il tema posto al centro di questa nuova edizione di “Scholé” è quanto di più “cattolico”, proprio nel senso di “universale”, si potesse immaginare. E cioè: “La scuola come bene comune: è ancora possibile?”. Un argomento di grande interesse (e non solo per gli addetti ai lavori) , che sarà scandagliato sotto diversi profili (istituzionale, storico, pedagogico…) senza trascurare l’attualità. Alla ricerca di soluzioni sul tema delineato dal titolo , ma anche della “scuola come strumento di formazione al bene comune”. E alla ricerca degli indicatori che ostacolano la promozione di una scuola anche come “bene d’ordine” o “bene pubblico superiore”, ma pure di quegli interventi ritenuti inderogabili per mantenere la necessaria coerenza con i principi costituzionali e con la dimensione istituzionale. Né le relazioni –affidate a noti pedagogisti- trascureranno riferimenti alla ricadute organizzative e didattiche della scelta di prevedere “scuole” improntate al modello istituzionale della costituzione formale e ai paradigmi della pari dignità e dell’integrazione. Si parlerà dunque di “bene comune”, tra globalizzazione e individualismo, e, certamente della “priorità educativa” . Ma si affronteranno anche temi legati alla qualità dell’insegnamento e ai diritti soggettivi allo sviluppo ben lontani dalla loro definizione conclusiva. Oltre che dei sistemi formativi (fra diverse declinazioni e personalizzazione), delle esperienze scolastiche , di questioni metodologiche e di didattica. Con un’attenzione già annunciata a ruoli , competenze , istituzioni.
Di tutto questo si discuterà presso il Centro di spiritualità “Mater Divinae Gratiae” (in via s. Emiliano, 30) nelle giornate del 4 e 5 settembre prossimo. Oltre un centinaio gli invitati in arrivo: pedagogisti , storici dell’educazione, studiosi delle istituzioni scolastiche, provenienti da tutte le maggiori università italiane . Preceduti da un intervento del Vescovo di Brescia e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Luciano Monari ( alle 9,15), i lavori si protrarranno tutta la giornata di giovedì, divisi in due sessioni. La mattina ( chairman: suor Ausilia Chan Hiang-Chu) con le relazioni di Giuseppe Bertagna (“La scuola come bene comune. Profilo istituzionale) e di Fulvio De Giorgi (“ La scuola come bene comune. Percorsi storici). Il pomeriggio (a partire dalle 15, chairman Sira Serenella Macchietti), con gli interventi di Lucio Guasti (“La scuola come bene comune. Fondamenti pedagogici”) e di Renza Cerri Musso (“La scuola come bene comune. Dinamiche di realtà” ). A seguire il dibattito. Venerdì 5 settembre alle 9,15 (dopo la celebrazione eucaristica) è prevista una tavola rotonda coordinata da Cesare Scurati ed alla quale parteciperanno Carmela Di Agresti, Paolo Calidoni, Giorgio Chiosso. Dopo il secondo dibattito le conclusioni dei lavori attese alle ore 13 Che come è facile intuire , oltre a concertare nuove strategie e originali approcci, rilanceranno alcuni interrogativi facilmente destinati a riemergere. Cos’è davvero indispensabile? La scuola in quanto istituzione sociale? La conoscenza o l’istruzione? O l’educazione?(ildialogo.org)

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