Dalla Città  dei Mille alla Sicilia : la sfida del bergamasco Fiorenzo, imprenditore per vocazione e viticoltore per passione

di Daniele Marconcini

“Beddi, beddi”. Quando Garibaldi e i Mille sbarcarono a Marsala ,l'11
maggio 1860,furono accolti da una folla in delirio che guardava i volontari
garibaldini,di cui solo 150 per la cronaca erano in camicia rossa. Così
almeno racconta Cesare Abba, cronista della spedizione nato ligure e
naturalizzato bresciano, autore del diario Da Quarto al Volturno.Noterelle
di uno dei Mille”. Centodue giorni dopo,il 20 agosto,quando l'eroe dei due
mondi passò in Calabria ,il suo esercito era cresciuto di venti volte,ma la
popolarità dei garibaldini era molto calata,soprattutto tra i ceti popolari.
Lo stesso Abba se n'era accorto e aveva annotato sul suo diario: ” Queste
popolazioni che ci hanno fatto la luminara quando eravamo pochi e con poche
speranze,adesso non ci riconosce più. Ma cosa abbiamo fatto? Per rispondere
si può leggere il Gattopardo, romanzo del 1958 di Giuseppe Tomasi di
Lampedusa, diventato nel 1963 il celebre film di Luchino Visconti con Burt
Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon. Nella trama un principe
siciliano Fabrizio Corbera di Salina,di fronte ai successi garibaldini prima
resta alla finestra e poi si accoda ai vincitori,adottando il cinismo del
nipote Tancredi: “Se non ci siamo anche noi,quelli ti combinano la
repubblica. Se vogliamo che tutto rimanga com'è,bisogna che tutto cambi!”.
Garibaldi infatti abolendo l'odiata tassa sul macinato e ridistribuendo le
terre demaniali, aveva innescato una serie di rivendicazioni sociali da
parte dei contadini che avrebbero messo in pericolo il sistema latifondista
che vigeva in Sicilia.Rivendicazioni alla fine represse nel sangue e passate
alla storia grazie alle novelle di Giovanni Verga che fece della cittadina
di Bronte, il simbolo della fine del sogno garibaldino. Ma se nulla
apparentemente era cambiato, da allora la storia isolana parla e racconta di
un continuo moto che passa per uomini e azioni coraggiose alla ricerca di un
vero rinnovamento della Sicilia ,in continua contesa con un mondo dove pur
tra tanti “i gattopardi” mai estinti,certamente vivono uomini di valore con
grandi passioni ed ideali.

Il sogno garibaldino fu alimentato dai numerosi volontari bergamaschi i
maggioranza giovanissimi,accorsi in numero tale ( 174) da far meritare a
Bergamo il titolo ufficiale di città dei Mille. Una partecipazione popolare
che rappresentava tutte le classi popolari,meno una : il mondo agricolo.
Un'assenza che altri eventi in tempo di pace, in seguito hanno colmato.
Bergamo e la Sicilia unite nella storia, ravvivata nel terzo millennio da
nuovi sbarchi: quelli di imprenditori intraprendenti come Fiorenzio
Barbetta, 58 anni, moglie mantovana ,Graziana Lanfredini , da quarant'anni
imprenditore metalmeccanico di attrezzeria medio – pesante con venti
dipendenti che oggi produce e vende in tutto il mondo, socio di un consorzio
commerciale (assieme ad una decina di altri imprenditori) impegnato ad
esportare il Made in Italy in Ucraina e nei paesi dell'Est.
Infine una passione per la terra e per i vini che lo ha portato in Sicilia
nel 2001 e che dopo quasi sette anni , grazie ad investimento di quattro
milioni di euro,lo ha portato a fondare la Tenuta dei Mille,
www.tenutadeimille.com , in località Contrada Coda di Finocchio, a Menfi in
Provincia di Agrigento a metà strada tra Sciacca e Marsala , dove produce
dell'ottimo vino Nero d'Avola, Merlot e Syrah. Vicino all'Azienda agricola a
pochi km vi è il mare con la bellissima spiaggia di Portopalo ed un'area con
grandi potenzialità turistiche.

“Tutti soldi tirati fuori personalmente ,senza alcuna sovvenzione pubblica
per non dover ringraziare nessuno e per non essere sottoposto ai tanti
vincoli che tali finanziamenti comportano” ci ha dichiarato orgogliosamente
Fiorenzo,il quale ha poi raccontato la sua storia al nostro Portale.

“Sono nato a Torre Dè Roveri, un paesino di duemila anime sulle colline
bergamasche e pur facendo l'imprenditore ho sempre avuto, come tutti quelli
della mia zona, un dna da contadino e un grande amore per la terra”
aggiungendo che nel 2001 era venuto per comprarsi una casa per le vacanze
e che per l'occasione aveva conosciuto un giovane imprenditore agricolo
siciliano della zona, Vincenzo Interrante, studi in legge e tanta voglia di
fare strada . Un incontro fortunato che sfociò in un progetto comune per
costruire un'azienda vinicola nella quale fondere la capacità
imprenditoriale di Fiorenzo con la conoscenza del settore di Vincenzo.

“All'inizio accorpammo le proprietà in cui vi erano i miei vigneti con nuovi
terreni acquistati da Barbetta,ampliando la base produttiva ” ci ha spiegato
Vincenzo ” appoggiandoci per un certo periodo ad una cantina di amici Comuni
a Mazara del Vallo, poi il salto di qualità con produzione e
commercializzazione in proprio “.

“Volevo portare lo stile dei maestri della Franciacorta e un modo più
moderno di produrre” ha aggiunto Fiorenzo ” e penso che ci stiamo riuscendo.
Stiamo iniziando ad esportare in America e a breve in Cina. Dobbiamo però
consolidare la rete commerciale per far conoscere il nostro marchio e la
qualità dei nostri vini.”.

E il rapporto con le istituzioni e il territorio? Vincenzo ci spiega che la
zona vive una crisi occupazionale legata ad un agricoltura in difficoltà e a
un turismo poco sviluppato che porta ancora molti ad emigrare. Si dice
orgoglioso di poter dare lavoro già ad un decine di persone ,anche grazie al
Bed and Breakfast appena aperto in azienda.

Infine una domanda quasi ovvia da parte di noi continentali.

E la mafia? ” Mai avuto pressioni da nessuno ” assicura Fiorenzo ” solo
tanti problemi burocratici e scarse facilitazioni dalle istituzioni per i
lavori e le licenze , anche se poi tutto è andato per il meglio”.

Un messaggio,diciamo noi, ai politici siciliani per favorire una
imprenditoria coraggiosa e nuovi investimenti dal Nord Italia per far
tornare la Sicilia importante come merita.

Daniele Marconcini

www.lombardinelmondo.org

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