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Le Città  Digitali Inermi

di Mauro Di Giacomo (Ware.it Communication)

Nello stesso convegno Nessuna delle esperienze di partecipazione pubblica realizzate sino ad oggi attraverso la telematica è riuscita a condensarsi istituzionalmente.
Ma non è solo un problema delle Città Digitali, perché nell'ultimo quindicennio (gli stessi anni dello straordinario sviluppo delle rete) nel nostro paese si è registrata una progressiva perdita di ruolo delle sedi classiche di partecipazione istituzionale sotto i colpi dell'emergere prepotente del potere decisionista ed accentratore di chi governa : il sindaco o il governatore a livello locale o a livello centrale, il presidente (De Rita – 2002) .
Le Città Digitali come conseguenza della perdita di interesse e di ruolo non sono neppure più riuscite a fronteggiare l'evoluzione tecnologica di quei servizi che danno senso alle esperienze di rete. Basti pensar che a fine di giugno il comune di Roma chiuderà definitivamente le caselle di posta elettronica concesse al pubblico dopo aver già eliminato l'hosting delle pagine web gestite dalle associazioni e dai cittadini dal 1996.
Le Citta Digitali non sembrano neppure essere più in grado di riuscire ad offrire servizi adeguati alla domanda che promana dai cittadini consumatori on line definiti ''neo-concreti'' nei comportamenti di consumo (Bosio – 2008) caratterizzandosi per il loro pragmatismo, prontezza a scegliere ''l'offerta migliore e per la loro assoluta centratura sulla dimensione negoziale e utilitaria dello scambio”.

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