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PIENO RICONOSCIMENTO AL VALORE DI TURANO

Gino Bucchino esprime la sua stima nei confronti di Renato Turano e ripercorre alcuni passaggi della campagna elettorale del Pd nel Centro e Nord America, che dagli elettori ha ricevuto un indiscutibile riconoscimento.

“A spoglio oramai concluso, ci rimane l’amaro in bocca per non essere riusciti a confermare il senatore uscente Renato Turano. A dire la verità fino in fondo, i numeri non sono quelli definitivi e non è affatto detto che ‘a spoglio veramente concluso’ non si possano avere dei numeri diversi, che premino il risultato personale del senatore Turano, così come avvenuto per il Pd, che nella nostra Circoscrizione, quella del Nord e Centro America, ha fatto un vero e proprio exploit.

La vera amarezza, caso mai, deriva dal constatare come commentatori e opinionisti vari, anche a noi vicini, non esitano a precipitarsi in analisi decisamente affrettate e guidate, ed è questo che fa male, non tanto da obbiettività, ma piuttosto da delusioni personali e dalla difesa d’ufficio di indicazioni, le loro, che se seguite e fatte proprie da chi aveva la responsabilità di formare le liste avrebbero dato, secondo loro, risultati ben differenti. Come si fa a dire, affermare, ma anche solo a pensare che, proprio alla luce dei risultati, le cose sarebbero andate in diverso modo se le liste fossero state diverse? A spoglio non ancora iniziato qualcuno si è addirittura lanciato in azzardate previsioni affermando davanti alle telecamere e ai microfoni di Rai International che i risultati all’estero avrebbero ricalcato quelli italiani.

Diamola allora questa occhiata ai numeri, quelli veri. Ovunque nel mondo il voto degli italiani all’estero è stato in controtendenza con i risultati italiani. E’ vero, abbiamo (avremmo!) perso due senatori, ma abbiamo anche confermato Europa e Oceania e abbiamo addirittura stravinto alla Camera. Sei deputati al Pd, uno all'Italia dei Valori, uno alla lista di Merlo, che certo non è allineata al partito di Berlusconi. Qualcuno si è accorto che il sottoscritto ha avuto quasi 15 mila preferenze? Un aumento che sfiora il più 50% rispetto al 2006? Qualcuno si accorto che Emilia Vitale, che partiva con ‘generose’ previsioni da un migliaio di voti ne ha invece portati a casa, nella casa del Pd, addirittura 8 mila? E che Graziella Bivona ha ottenuto un bel terzo posto. appena al di sotto delle 8 mila preferenze? E che dire di Mario Marra, candidato Pd in ‘quota Rosy Bindi’ che ha collezionato circa 3 mila preferenze? Sembra che per i commentatori del giorno dopo questi risultati non esistano nemmeno. E, tornando al Senato, qualcuno si è accorto che Marina Piazzi, splendida donna del Messico che con autentico spirito di servizio ha accettato si entrare nella squadra, ha conseguito una vittoria personale e di partito con quasi 8 mila voti? Per chi non lo sapesse, Marina Piazzi vive in Messico, un ‘seggio’ che ha partecipato alla tornata elettorale con un totale al di sotto dei 2 mila votanti. Pensando che il Messico abbia dato a Marina un migliaio di voti, da dove vengono gli altri 7 mila? La mia certezza è che sono venuti dagli elettori di tutto il Centro-Nord America, che credono nel presente e nel futuro del nostro partito e nell’ottimo lavoro di squadra che, noi candidati, abbiamo fatto. Ebbene si: il Partito Democratico in Nord America è uscito rafforzato da queste elezioni non solo in termini elettorali, ma anche e soprattutto per la partecipazione e l’interesse che e’ riuscito a suscitare tra volontari e simpatizzanti.

Liste diverse, risultati migliori? Difficile, quasi impossibile pensarlo e soprattutto dimostrarlo. Dato però che tutti si spendono in facili analisi del voto, ecco anche la mia, della quale sono davvero convinto. La lista vincente era stata fatta e accettata da tutti i candidati. Comprendeva la prestigiosa candidatura al Senato di un candidato di Montreal. Candidatura accettata dall'interessato, e non solo da lui, poi ritirata all'ultimo momento, il pomeriggio del giorno che precedeva la chiusura delle liste: proprio in ‘zona Cesarini’, con tempi e modi che hanno reso difficile inserire nella quadra un'altra candidatura. Cosa e' successo? Cosa ha spinto il candidato di Montreal a ritirarsi? Timori di non farcela ad essere eletto? E che fine hanno fatto parole come condivisione, gioco di squadra, spirito di servizio? E come mai poi, nei giorni successivi, giornali locali e alcune agenzie specializzate erano pieni di sue dichiarazioni intinte nel veleno nei confronti dei dirigenti del Pd, che si sarebbero macchiati di avere presentato una lista di protezione per il candidato Bucchino, deputato uscente? Il putativo candidato ‘non protetto’ pare non se la sia sentita di fare il gioco di squadra. E' tutta qui la chiave della perdita del seggio al Senato. Peccato, davvero un peccato, che oltre a perdere il seggio (anche se abbiamo fondate speranze che il conteggio definitivo ci offra uno scenario diverso), questa sconfitta vada anche a colpire una persona onesta che ha dato con serietà tutto se stesso al partito. Persona che certo non meriterebbe questa sconfitta. Ho avuto il piacere di conoscere bene il senatore Turano, la sua famiglia, i suoi amici, Sono onorato di essere suo amico e gli sono grato per il lavoro che ha fatto.

In realtà il senatore Turano ha vinto. Il lavoro di tutti i candidati e in modo particolare di Renato Turano ha certamente gettato le basi per la nascita e il consolidamento del Partito Democratico nel mondo. Il nostro personale rammarico va a questo immeritato risultato elettorale, ma siamo comunque consapevoli che la presenza di Renato Turano a Chicago ci aiuterà a fortificare il Pd nel Nord America.
Caro Renato, ci sei e ci sarai. Altri, non so”.

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