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La fine dei CTIM

Firmato:

Eugenio Preta, Lussemburgo
Adriano Longo, Gran Bretagna
Fabrizio Carbone, Montecarlo
Fiorani Marco, Lussemburgo
Giovanni Baldantoni, Romania
Ezio de Crignis, Bulgaria
Luigi De Anna, Finlandia
Mario Zoratto, Francia
Silvana Cerullo Stathopoulos, Grecia
Gianni Passalacqua, Liechtenstein
Pino Celeste, Olanda
Giovanni Giambertone, Germania
Gino Elia, Germania
Agostino Di Matteo, Belgio

Arrivano a pioggia le lettere di dimissioni dei delegati europei dei CTIM, ormai arrivati al colmo della sopportazione nei confronti di Tremaglia e dei nuovi dirigenti che dimostrano di occupare i posti di vertice soltanto nelle logica di soddisfare i propri interessi personali.

I dirigenti dimissionari rimproverano a Tremaglia di aver nominato al posto del povero Bruno Zoratto, vero esponente dell'emigrazione italiana, un certo Di Biagio, uno sconosciuto che abita e lavora a Roma , dopo pero' avergli trovato, due anni fa, per metterlo in condizioni di partecipare alle elezioni della circoscrizione esteri, una sedicente residenza in … Croazia.
I dirigenti dimissionari ricordano il dramma della lista Tremaglia di due anni fa, fallita sia per il fatto di correre come associazione quando tutti correvano come partiti (le preferenze di Forza Italia erano andate per oltre l''80% alla lista e non certo ai singoli candidati) sia per la mancanza di coordinamento ad esempio, l'affrancatura a 4 centesimi 4 non rivelata a nessuno dagli allora responsabili della campagna Ferretti e Andrini, oggi passati ad altre esperienze.

Questa volta i delegati dei CTIM, presi in giro da circa tre settimane, lasciati sul chi vive, raggiunti da messaggi contraddittori circa la responsabilità di Tremaglia o di Zacchera, new entry nel mondo dell'emigrazione, hanno finalmente visti svelati i giochi. Nessun esponente CTIM in lista, dopo il rifiuto del cordinatore europeo Eugenio Preta, a cui ne era stata affidata la responsabilità dotandolo soltanto di una pagina di indirizzi, tra l'altro sbagliati, e la bocciatura di Adriano Longo, delegato della Gran Bretagna la cui discesa in campo avrebbe certamente nuociuto agli equilibri creati ad arte da Di Biagio,

La fine di un mondo dicevamo, la cui responsabilità , tra tanti comprimari cade, purtroppo esclusivamente su Tremaglia.
Dopo le sue battaglie per il voto all'estero, le fanfanesche adunate di missionari, imprenditori, cuochi e chi piu' ne ha piu' ne metta, che niente hanno poi portato in termine di voti e di consenso.

Il re è nudo, ma avrebbe dovuto accorgersi prima che gli avevano rubato i vestiti!

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