La "Riforma delle Etichette": nuove etichette, nuovi criteri, più qualità , più diritti.

di Giacomo Orsucci

I consumatori, in Italia, troppo spesso si trovano a dover comprare secondo ciò che la pubblicità, tramite un sistema di media martellante, inculca nelle loro menti, su quali sia il prodotto migliore, in diversi ambiti del consumo umano, dall'abbigliamento all'alimentazione, dalla cosmesi e cura del corpo ai prodotti tecnologici. Troppo spesso scelgono in base al “sentito dire” quindi, per mancanza di ulteriori informazioni, senza conoscere realmente cosa stanno comprando. Troppo spesso, insomma, le informazioni riportate sui prodotti stessi non sono efficaciemente utili a dare una visione globale ma al tempo stesso dettagliata di ciò che acquistiamo. Nonostante alcune lodevoli iniziative (vedi recentemente le nuove etichette su prodotti di un marchio commerciale assai importante che danno informazioni nutrizionali utili ad un corretto stile di vita e per un approccio al cibo che punti al benessere) noi, Radicali di Sinistra, riteniamo che nel nostro Paese sia necessaria una regolamentazione delle etichettature sui prodotti di largo uso e consumo, quelli che acquistiamo quotidianamente o settimanalmente e che riempiono per la maggiore i carrelli degli italiani. Inutile leggere etichette in cui metà e più dello spazio è occupato da informazioni superflue o magari da ulteriori consigli d'acquisto per prodotti della stessa azienda, o da immagini che invitano (istigano???) all'acquisto definite poi con scritte miniaturizzate “a solo scopo descrittivo” o costituente “un semplice suggerimento di presentazione”. Innanzitutto i Radicali di Sinistra propongono che il prezzo indicato non sia solo quello finale, ma che vengano riportati tutti i passaggi e relativi costi che hanno portato il produttore a fissare il prezzo di quel prodotto su una data cifra, sistema che già avviene nell'ambito del commercio equo e solidale. Nel circuito del commercio alternativo, ogni voce infatti viene indicata ed a fianco vi si trova il relativo costo sostenuto, partendo dalla materia prima, continuando con il prezzo dovuto alla manodopera, proseguendo con i costi di trasporto, tasse e via dicendo. Questo sarebbe già uno strumento più che utile per l'utente finale per capire se il prezzo che sta pagando per un prodotto è dovuto realmente alla qualità (delle materie prime, della lavorazione, etc.) o dovuto a costi di trasporto (magari futili) o per la nomea del marchio (senza un effettivo e reale riscontro qualitativo dietro di esso). Inoltre di porre maggiori controlli alle marchiature e alle certificazioni di qualità, di provenienza, etc. poiché il consumatore deve avere la certezza, quando vede un prodotto con un marchio di qualità di enti indipendenti e super partes, che quel prodotto sia veramente eccellente in termini qualitativi. Troppo spesso abbiamo sentito e riscontrato casi di prodotti con marchi di qualità che in realtà contenevano addirittura sostanze nocive o comunque non erano rispettosi dei parametri per cui avrebbero dovuto meritarsi la certificazione. La riforma delle etichette che proponiamo si basa inoltre e principalmente su un sistema di lanterne semaforiche, ciascun semaforo ha le tre luci classiche dei semafori stradali (luce rossa, gialla e verde) ma differente colore di sfondo. Tre tipologie di lanterne per tre ambiti di informazione dell'utente differenti.

– Semaforo giallo: indicazione riguardante la qualità del prodotto (nel caso degli alimentari per esempio si parla di qualità nutritiva, nel caso dei cosmetici di efficacia di azione e di compatibilità con l'organismo, e via dicendo):

la luce verde pertanto indicherà una qualità del prodotto impeccabile, prendendo ad esempio gli alimentari si tratterà quindi di un prodotto senza ogm, senza additivi, conservanti ed altri prodotti di sintesi chimica per modificare la naturale composizione, ipocalorico, biologico, nutrizionalmente equilibrato, etc.; la luce gialla indicherà una qualità media mentre la luce rossa indicherà che il prodotto non rispetta in maniera sufficiente ed adeguata i criteri di valutazione previsti per quella categoria di beni.

– Semaforo verde: indicazione riguardante l'ecocompatibilità del prodotto:

con la luce verde il consumatore saprà che il prodotto è ecologico, sia per quanto riguarda gli imballaggi che per quanto riguarda la possibilità di riciclo/riuso di questi o del prodotto stesso, indicherà inoltre che lungo tutto il processo di produzione vi è un bassissimo impatto ambientale, quindi che basse saranno le emissioni di CO2 e altri gas serra, bassa sarà la quantità di rifiuti e scorie non riciclabili nel processo di lavorazione, breve il tragitto della merce durante tutte le fasi di produzione o trasporto con mezzi ecologici con conseguente riduzione dell'inquinamento atmosferico, etc.; la luce gialla indicherà un impatto ambientale sensibile ma non consistente; la luce rossa infine indicherà un grave e problematico impatto ambientale del prodotto.

– Semaforo blu informazioni sull'equità del prodotto, sulle condizioni dei lavoratori, sul rispetto delle leggi in materia finanziaria e del lavoro:

la luce verde indicherà che all'interno dell'azienda produttrice e di tutte le ditte esterne che producono, riforniscono o eseguono lavorazioni anche parziali per il produttore vige il rispetto dei diritti dei lavoratori, pertanto non vi sono situazioni di sfruttamento del lavoro minorile, di lavoro nero, viene pagata una giusta retribuzione, vengono rispettate tutte le norme riguardanti la sicurezza sul lavoro, la produzione del bene non arreca disagi o alimenta tensioni nel paese dove hanno sede le strutture di produzione, non vi sono discriminazioni sulla base di sesso, credo religioso, appartenze ideologiche di qualunque natura, e via dicendo; per la luce gialla e la luce rossa il discorso è quello valido per gli altri semafori.

Queste informazioni devono essere disponibili direttamente sul prodotto, ove risultasse difficile se non impossibile vi è l'obbligatorietà che sia il numero verde che il sito internet dell'azienda siano in grado di mettere a disposizione tutte queste informazioni e ulteriori dati di approfondimento per ogni singolo prodotto. I criteri ed i parametri con cui viene attribuita una luce piuttosto che un'altra vengono stilati in tabelle e controllati periodicamente da un consorzio o ente indipendente che avrà al suo interno quattro divisioni, una per ogni semaforo più una quarta per il controllo della trasparenza dei prezzi e per la concorrenzialità di quest'ultimi. Potendo disporre di un sistema di questo tipo, il consumatore in Italia sarà in grado di orientare il proprio acquisto in maniera più consapevole e sicura, evitando parecchi disagi dovuti a truffe, pubblicità ingannevole e altri mezzucci con cui usualmente il cittadino italiano si trova a convivere nel corso dei suoi acquisti.

Noi Radicali di Sinistra crediamo che nel libero mercato italiano il soggetto più a rischio sia proprio l'utente finale e se non si mettono in atto delle strutture e delle leggi atte a tutelare l'interesse dei consumatori, norme che vanno anche a vantaggio delle aziende virtuose che rappresentano il fiore all'occhielo del comparto produttivo italiano e che per tale ragione vanno premiate ed incentivate a proseguire il loro operato in maniera trasparente e qualitativamente eccelsa, il rischio è che le aziende che non vogliono offrire prodotti validi all'utente approfittino di questo vuoto e che imperversi nel nostro paese una politica della supremazia del più furbo, di chi punta solo al guadagno senza scrupolo per dipendenti, ambiente e cittadini. I Radicali di Sinistra promuovono pertanto questo progetto a salvaguardia di ogni elemento della società economica di questo paese e soprattutto di quell'elemento in cui tutti ci identifichiamo in un modo o nell'altro, il consumatore.

Comitato Politico dei Radicali di Sinistra
Responsabile Laicità e Altreconomia

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