Ci sono candidati leghisti ma è brava gente il problema non si pone

Intervista all’on. Marco Zacchera
Responsabile degli italiani all’estero per Alleanza Nazionale

Gli italiani all’estero voteranno per la seconda volta. Come vi state organizzando?

Innanzitutto va detto che il centrodestra aveva già deciso di presentarsi con una lista unitaria. L’altra volta, si ricorderanno i lettori, che la Casa delle Libertà si presentò divisa con il risultato che vinse la sinistra contando su una grande dispersione di voti. Oggi, invece, ci presentiamo con liste unitarie anche se l’Udc ha deciso di andare per conto suo ma il cui peso all’estero è abbastanza trascurabile. Quindi Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega con un simbolo identico, questo è importante precisarlo, si presenta in tutte le circoscrizioni del mondo. Stiamo lavorando, in questo momento, per mettere insieme dei candidati credibili il che non è facile. I candidati all’estero devono essere scelti non solo per le capacità personali ma anche secondo un rapporto con le aree geografiche del mondo. Far combinare le due necessità , a volte, è molto difficile. Esistono zone immense del pianeta che non avranno candidati. Se calcoliamo quattro persone per cinque continenti per quattro liste è evidente che bisogna scontentare qualcuno. Questo crea dei problemi organizzativi. Soltanto da venerdì sappiamo che si può votare in Canada e quindi bisogna rimettere i candidati canadesi che prima si pensava di non mettere. Senza contare che in Canada non si può fare pubblicità né campagna elettorale in luoghi pubblici, non si può andare in televisione, non si possono fare pubblicità sui giornali. Siamo come i carbonari. Tutto questo svantaggia i candidati canadesi. In Europa invece il discorso è diverso. Ci sono tante possibilità per cui è più semplice fare una lista. Avendo quattro unità al Senato e dodici unità alla Camera, siamo al cospetto di un numero abbastanza grande per coprire un po’ tutte le diverse aree. In questo momento siamo concentrati nel raccogliere le candidature.

Come intendete interagire con la Lega Nord notoriamente riluttante al voto degli italiani all’estero?

Chiariamo. La Lega non si presenta con il proprio simbolo all’estero. Mentre in Italia c’è il simbolo del Popolo della Libertà e quello della Lega, all’estero, c’è solo il simbolo del Popolo della Libertà. Che poi nell’elenco dei candidati, qui e là, ci sia un candidato leghista è vero ma sono brave persone non penso che ci sia un effetto Lega all’estero. Direi che il problema non si pone.

Mi riferivo soprattutto alle reazioni degli italiani all’estero al cospetto delle interviste di deputati e senatori leghisti contro il voto all’estero.

Non sono contro il voto all’estero, ci mancherebbe altro. Ma nello stesso tempo abbiamo evitato di mettere il segno della Lega in evidenza proprio per evitare turbamento all’interno dell’elettorato.

Quali sono gli errori passati che la prossima legislatura non deve reiterare?

Innanzitutto bisognerebbe avere la possibilità teorica di candidature asettiche. Riuscire effettivamente a mettere i migliori ovunque e non è facile. Sovente intervengono amicizie, pressioni, raccomandazioni per le candidature. Il ogni caso presentiamo delle liste che devono essere passate al vaglio dei nostri leader nazionali Berlusconi e Fini. Non è che io e la collega Contini possiamo decidere di fare quello che vogliamo. Il secondo errore è che, secondo me, all’estero c’è troppo il senso della provenienza “io sono di Alleanza Nazionale io sono di Forza Italia”. No, io penso che invece ci sia bisogno, all’estero, di parlare in termini di Casa delle Libertà, di Popolo della Libertà. La terza cosa importantissima che noi dovremo fare appena approntate le liste, lo stiamo già facendo, è diffondere il simbolo. Questa volta bastano 250 firme per presentare una lista e stanno nascendo da tutte le parti liste fai da te. Tutti quelli che non hanno un posto in una lista, decidono di mettersi in proprio. Tra un po’ avremo una scheda elettorale zeppa di tricolori di Comitati, di italiani di qua e di italiani di su. Alla fine la gente non riuscirà a capire bene di cosa si tratta ed è per questo che abbiamo messo un simbolo uguale a quello che presentiamo in Italia sperando che ci sia un effetto trascinamento, che la gente lo riconosca come il vero simbolo di Berlusconi ed il vero simbolo del Popolo della Libertà.

Faccio una illazione. La fusione, l’annessione, il sodalizio di Alleanza Nazionale con Berlusconi in un partito unico ha creato un grande malcontento nell’elettorato all’interno del partito.

Non sono d’accordo. Cominciamo col dire che noi non abbiamo fatto un fusione, non abbiamo ancora deciso di sciogliere il partito e di fare il partito unico. Adesso stiamo facendo un partito elettorale, punto. Poi, dopo le elezioni, ci saranno tutti i tempi, il prossimo anno, per poter fare eventualmente questa scelta. Io personalmente la ritengo giusta. Spiegare, non imporre, bisogna discuterne, bisogna approfondire, fare un Congresso ecc. Cioè tutte quelle che sono le tappe normali da seguire in casi di questo tipo. Distribuisco una newsletter a circa quindicimila indirizzi tutte le settimane e posso dire di poter tastare i polso degli elettori, chiunque voglia farne parte basta che mi scriva a marco.zacchera@libero.it o entra nel mio sito www.marcozacchera.it. Rispondo a tutti anche a costo di lavorarci tutta la notte. Ebbene ho notato, in queste ultime due settimane attraverso diverse centinaia di mail di commenti favorevoli e contrari, che le prime erano contrarie, e provenivano soprattutto da parte di militanti di Alleanza Nazionale. Poi, man mano, sono arrivati segni di consenso in maniera quasi plebiscitaria da parte di iscritti al partito che non fanno politica attiva. Ritengo che sia importante questo turno elettorale. Diamo il merito a Veltroni di aver avuto il coraggio, almeno a parole, di essersi staccato dall’estrema sinistra. Questo fatto ha cambiato le regole del gioco. Ed allora ecco la risposta del centrodestra di mettersi insieme per replicare a queste nuove regole.

L’illazione alla quale volevo arrivare era questa, poniamo il caso che, con questi chiari di luna, l’on. Tremaglia presentasse una lista sua, non crede che raccoglierebbe un sacco di consensi?

Mirko Tremaglia non presenterà una sua lista. Questo è garantito.

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